OGM, il no del ministro Pecoraro Scanio ai protocolli per la sperimentazione in campo nasce da un puro pregiudizio

Milano, 21 Giugno 2007 – “E’ evidente a tutti che il parere negativo del ministro dell’Ambiente ai protocolli per la sperimentazione in campo di piante transgeniche nasce da un puro
pregiudizio e non certo da considerazioni di tutela dell’ambiente”. E’ questo il commento di Roberto Gradnik, il Presidente di Assobiotec, l’Associazione per lo sviluppo delle biotecnologie che
fa parte di Federchimica, alla nota trasmessa ieri dal ministro Pecoraro Scanio al collega Paolo De Castro, ministro per le Politiche Agricole, con cui si nega la possibilità di
sperimentazione in campo di piante transgeniche.

“Prendiamo atto – dice Gradnik – che il ministro dell’Ambiente sconfessa il lavoro svolto dagli stessi tecnici del suo Ministero all’interno del Comitato tecnico di coordinamento per limitare i
rischi. A questo punto bene farebbe a spiegare al Paese in quale misura il rischio di contaminazione delle specie tradizionali non verrebbe limitato da quella che è la disciplina
più severa prevista al mondo. Ma soprattutto cosa si dovrebbe fare, secondo il ministro, per consentire alla comunità scientifica nazionale di applicare la propria passione, il
proprio talento e la propria competenza nella ricerca biotecnologica in campo agroalimentare. E perché, dopo la rinuncia dell’industria a qualsiasi commistione tra geni umani, animali e
vegetali nei prodotti agricoli a fini alimentari, si dovrebbero continuare a penalizzare modifiche mirate, puntuali e controllate rispetto ad altre tecnologie – a volte casuali – di modifica
delle piante”.

“A causa del prolungato divieto di sperimentazione – continua il Presidente di Assobiotec – oggi ignoriamo se ci siano varietà ogm adatte al nostro territorio, se esse apportino o meno
vantaggi produttivi e se le varietà resistenti alla diabrotica o alla piralide possano avere successo in Italia nel contrastare problemi che da tempo incidono sempre più
pesantemente anche sulla nostra produzione agricola”.

“Se non si fa ripartire la sperimentazione in campo non si rischia solo una procedura di infrazione europea non applicando una Direttiva comunitaria. Ma – cosa ben più grave – si
continua a mortificare la grande capacità di innovazione della nostra ricerca scientifica pubblica e privata in campo agricolo. Per giunta a fronte di una realtà europea in cui un
numero sempre maggiore di Paesi investe in articolati programmi di ricerca e sperimentazione in campo di piante geneticamente modificate”.

“Assobiotec – conclude Gradnik – confida nella saggezza del Governo, che siamo certi vorrà e saprà superare ogni ostacolo di pura matrice ideologica pur di assicurare un futuro
alla nostra ricerca scientifica e garantire all’Italia la possibilità di competere, ad armi pari con gli altri Paesi europei, nei mercati internazionali sempre più competitivi”.

www.federchimica.it

Related Posts
Leave a reply