Per iniziativa della più grande organizzazione degli agricoltori in India è stata avviata una petizione per richiedere: i l divieto di coltivazioni OGM, l’adozione di misure
precauzionali e deterrenti per evitare la contaminazione delle colture tradizionali, una lista esaustiva con l’esatta localizzazione delle coltivazioni già esistenti. Lo rende noto la
Coldiretti nel sottolineare che, la petizione promossa da Krishan Bir Chaudhary a capo della più grande organizzazione degli agricoltori indiani, dimostra come la diffusione degli
Organismi Geneticamente Modificati sia incompatibile con la crescita sostenibile anche di un Paese in rapido sviluppo come l’India.

La petizione – sottolinea la Coldiretti – è volta a impedire che si affermi una presunta impossibilità tecnologica di rilevare bassi livelli di contaminazione e si arrivi a
permettere apertamente la contaminazione di culture non OGM, mentre al contrario si chiede che venga prevista una precisa responsabilità di tipo penale. L’opposizione agli organismi
geneticamente modificati (OGM) è cresciuta dopo la scoperta di partite di riso geneticamente modificate esportate illegalmente in tutto il mondo dagli Stati Uniti. Uno scandalo
gravissimo che – sottolinea la Coldiretti – ha portato gli stessi agricoltori statunitensi a citare in giudizio la società produttrice delle sementi contaminate e al blocco delle
importazioni di riso americano da parte del Giappone mentre in Europa sono state introdotte severe procedure di controllo per l’isolamento e il ritiro del riso contaminato. Secondo un recente
sondaggio Eurobarometro – conclude la Coldiretti – il 62 per cento dei cittadini europei e il 77 per cento di quelli italiani sono preoccupati della presenza di organismi geneticamente
modificati (Ogm) negli alimenti.

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