Manifestazione a Roma della “Coalizione liberi da Ogm” per sensibilizzare il Parlamento. Occorre un provvedimento che salvaguardi le produzioni “bio”. Apprezzamento per l’iniziativa del
ministro De Castro.

Per il biologico non ci possono essere contaminazioni da Ogm. Solo in questo modo si tutela la qualità e si salvaguardia la biodiversità. Non solo. Si garantiscono i consumatori e
i produttori. Quindi, un fermo “no” alle scelte dell’Unione europea, la cui decisione per la tolleranza dello 0,9 per cento va contrastata con la massima decisione. Così si è
espressa la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel corso della manifestazione che si è svolta oggi a Roma in Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, su iniziativa
della “Coalizione liberi da Ogm”.

La Cia è, dunque, mobilitata perché nel nostro Paese il biologico mantenga ferme le sue prerogative e caratteristiche. Per tale ragione esprime apprezzamento per l’iniziativa
annunciata dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro il quale ha annunciato un decreto che prevede che la soglia di presenza accidentale di Ogm nei prodotti
“bio” destinati all’alimentazione umana e annuale non debba superare lo 0,1 per cento.

D’altronde, anche nel corso del Consiglio Ue De Castro -rileva la Cia- aveva mantenuto questa posizione votando contro l’orientamento europeo.

La Cia, pertanto, è scesa in piazza per sollecitare il Parlamento, in coerenza con le posizioni espresse dal governo anche in sede comunitaria, a continuare a sostenere il principio
della non contaminazione e la difesa di una produzione agricola di altissima qualità apprezzata in tutto il mondo.

Da oggi parte -avverte la Cia- una campagna di sensibilizzazione per dare un futuro al biologico, garantendo certezze reali agli agricoltori, assicurando ai consumatori prodotti di
qualità, legati al territorio. D’altra parte, una direzione di marcia verso la quale si era espresso chiaramente il Parlamento europeo rispettando la soglia dello 0,9 per cento e
proponendo una politica di vera valorizzazione e di salvaguardia del “bio”.

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