OGM, la patata Fortuna all’esame dell’Unione Europea

OGM, la patata Fortuna all’esame dell’Unione Europea

Tempo di esami.

La patata OGM Fortuna subisce la valutazioni dell’Unione Europea. A sostenerla, i creatori della Basf, multinazionale già dietro la creazione di Amflora, tubero OGM destinato alla
produzione industriale di cellulosa.

Come spiegano i tecnici Basf, fortuna nasce inserendo nel DNA di “Fontane” (patata molto usata in Europa) due geni di una patata selvatica originaria del Sud America. Tale ibridazione ha
generato un prodotto finito più resistente alla peronospora, malattia in grado di distruggere il 20% della produzione annuale e responsabile di tragedia come la Grande Carestia
d’Irlanda.

In caso di parere positivo, Fortuna diventerà la prima patata OGM per uso alimentare e raggiungerà la tavola dei consumatori entro il 2014.

Tra i sostenitori del vegetale, il biotecnologo Roberto Defez. In un intervista pubblica, l’esperto elogia la scelta della manipolazione genetica: ” sono oltre 20 anni che si tenta di ottenere
patate resistenti alla peronospora attraverso sistemi tradizionali di incrocio con questa patata selvatica che cresce sulle Ande, ma ogni tentativo è stato vano. Ora il risultato
è stato ottenuto grazie all’ingegneria genetica, che in questo caso ha trasferito geni da patata a patata”.

Defez si schiera a favore dei prodotti OGM che, grazie alla maggiore resistenza alle malattie, riducono la necessità di agro farmaci e pesticidi. Per questo, la questione della patata
Fortuna diventa occasione per valutare la politica italiana in materia di prodotti geneticamente modificati.

A riguardo, Defez è critico: il divieto imposto dalle autorità di Roma colpisce sia il cittadino comune, limitato nelle possibilità commerciali, che il ricercatore, che
vede mutilata la possibilità di sperimentazione.

Matteo Clerici

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