Greenpeace desidera precisare che non ha mai affermato che nel prodotto finito o nel latte che viene utilizzato per la produzione di parmigiano-reggiano, ci siano tracce di Ogm, anche se la
possibilità che DNA transgenico possa trovarsi nel latte non può essere esclusa, specie nel caso di animali nutriti con Ogm per lungo tempo, come i bovini.

Il problema riguarda i mangimi, in particolare l’utilizzo di soia Ogm della Monsanto, come si puo’ evincere dalle stesse etichette dei mangimi utilizzati in molti degli allevamenti aderenti al
Consorzio, con tutte le problematiche legate sia all’immissione in natura che all’uso di Ogm.

Oggi in Italia, sono sempre più numerosi i prodotti e i produttori, che escludono l’uso di Ogm in tutti i passaggi della produzione – sia negli ingredienti che nei mangimi animali.
Evitare l’impiego di mangimi contenenti Ogm dal disciplinare di produzione è un scelta possibile e praticabile oltre che necessaria, proprio per tutelare questa produzione, anche dal
plagio dei vari Parmesan o Regianito, e come già dimostrato dalla produzione biologica e da quegli allevatori aderenti al Consorzio che, autonomamente, hanno già attivato filiere
completamente non-Ogm anche nei mangimi. Si tratta di scegliere che strada percorrere.

Francesca SARANDREA – Ufficio Stampa

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