Gli Stati Uniti, spalleggiati anche da Canada e Argentina, stanno imprimendo un’accelerazione nel contenzioso sugli ogm che li oppone all’UE, hanno ripreso a esercitare pressioni in seno
all’Organizzazione per il commercio mondiale (WTO).

Non paghi delle autorizzazioni già date da Bruxelles – a scatola chiusa, con l’Efsa nel ruolo di passacarte senza alcuna verifica di studi indipendenti – esigono il sì alla
coltivazione per i due mais transgenici, bloccati dal commissario europeo per l’ambiente Stavros Dimas.

In particolare, le pressioni del governo americano si stanno da qualche giorno infittendo in Italia.
Circola negli ambienti parlamentari, e risulta per certo alla Fondazione, la notizia di tentativi americani molto pesanti di interferenza nei confronti del governo italiano, con addirittura la
minaccia di ritorsioni economiche relative ai prodotti agroalimentari italiani, se il nostro Paese prosegue sulla linea di libertà dagli ogm, come richiesto dalla grande consultazione
popolare in atto, che proseguirà fino al 9 dicembre e che ha già raccolto più di 3 milioni di voti firmati.

Si tratta di un’operazione arrogante e inaccettabile, rispetto alla quale è necessario che il Parlamento e il governo reagiscano con la massima fermezza.