Le sperimentazioni in campo aperto di colture ogm potrebbe sottostimare i rischi di contaminazione delle colture normali secondo uno studio inglese dell’Università di Exeter riportato
dal Financial Times . E’ quanto rileva la Coldiretti nel sottolineare che la novità scientifica deve far riflettere sulla necessità che siano sospese in Italia tutte le procedure
per l’avvio della sperimentazione all’aperto prevista dai protocolli tecnici per il rilascio nell’ambiente di Ogm, inviati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al
Ministero dell’Ambiente, e che riguardano interventi di ingegneria genetica sui ulivi, vite, pomodoro, melanzana, fragola, ciliegio, agrumi, kiwi e il mais.

I ricercatori inglesi – riferisce la Coldiretti – hanno dimostrato l’esistenza di significative variazioni nei livelli di contaminazioni tra colture ogm e normali di granoturco, colza, riso e
barbabietola a seconda della diversa velocità del vento rilevata nelle stazioni meteorologiche in diverse parti dell’Unione Europea . Il fatto che per questo – continua la Coldiretti –
gli scienziati ritengono che debbano essere riviste le distanze minime tra le coltivazioni, dimostra la necessità di mantenere saldo il principio della precauzione in Italia dove la
forte opposizione al biotech ha fino a ora salvato il Made in Italy.

La presenza di contaminazioni da Ogm in vino, olio e conserva di pomodoro – sostiene la Coldiretti – danneggerebbe l’immagine complessiva del Made in Italy alimentare e causerebbe danni
economici irrimediabili con oltre la metà degli stranieri (55 per cento) che eviterebbe gli alimenti interessati e con addirittura il 15 per cento che rifiuterebbe tutti i cibi nazionali
causando un danno stimato pari a 5,4 miliardi di euro per il solo calo delle esportazioni, secondo la Coldiretti elaborata sulla base dei risultati della ricerca Inran sull’impatto degli Ogm
sui consumatori esteri di alimenti Made in Italy.

La maggior parte degli stranieri (60 per cento) – rileva la Coldiretti – ritiene che l’introduzione di Ogm nell’agroalimentare italiano determinerebbe un peggioramento della sicurezza d’uso dei
prodotti alimentari italiani con un chiaro impatto sulla percezione della qualità e sull’immagine del prodotto alimentare italiano. E le preoccupazioni relative ai consumi – prosegue la
Coldiretti – riguardano anche i cittadini italiani che nel grande maggioranza dei casi (77 per cento) mostrano un atteggiamento sfavorevole verso l’utilizzo dell’ingegneria genetica nel settore
agro-alimentare.

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