Olimpiadi, aumentato il consumo di cibo spazzatura

Olimpiadi, aumentato il consumo di cibo spazzatura

Le Olimpiadi sono la più alta manifestazione dello sport. Atleti portano al massimo le potenzialità fisiche, gareggiando gli uni contro gli altri. Eppure, questa esaltazione della
salute porta all’aumento del consumo di cibo spazzatura.

A dirlo, una ricerca Nielsen pubblicata dal quotidiano britannico “Daily Mail”.

Per essere onesti, la prima a sollevare il problema fu la Children’s Food Campaign. I suoi esperti avevano calcolato come il naturale amore dei giovani per lo junk food sarebbe salito durante
Londra 2012. Considerando ciò, avevano chiesto al CIO (Comitato Olimpico Internazionale) delle contromisure, in particolare il divieto a marchi tipo McDonald’s di essere fra gli sponsor.

In ogni caso, gli esperti Nielsen fotografano una situazione precisa. Durante le 4 settimane di gara

sono cresciute le vendite di diversi cibi poco sani, in aumento per valore e volume consumato. Così, il fenomeno ha interessato le bibite zuccherate (+10% valore, +8% volume), le
patatine e gli snack salati (+7%, 6%).

Secondo i ricercatori, la crescita ha due grandi radici. La prima, il numero delle gare: gli appassionati le guardano in poltrona o (specialmente nel mondo anglosassone) al pub. In entrambi i
casi, la visione è accompagnata dallo sgranocchiare il dolcetto o dal bere il drink preferito.

La seconda la presenza degli sponsor: durante le competizioni, la visione ripetuta del marchio spinge al consumo del prodotto. E questo vale anche quando si tratta di alimentazione.

Matteo Clerici

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