Olio extravergine, suicidio in diretta

Olio di oliva

Olio di oliva

L’olio extravergine italiano si sta suicidando.

Questo il verdetto di un articolo sul New York Times: per rendere più chiaro il messaggio, al testo è stata accoppiata l’immagine di un simbolo di morte, dove il teschio è sostituito da un’oliva.

Secondo il Times, l’olio extravergine è uno dei capisaldi della dieta mediterranea, capace di conquistare un importante sezione di mercato grazie alla qualità della materia prima e all’attenzione della produzione.

Ora queste caratteristiche stanno scomparendo: infatti, “La maggior parte dell’olio d’oliva venduto come italiano non è in realtà di origine italiana”. Le olive non vengono dalla Penisola, ma sono originarie di Spagna, Marocco e Turchia, varietà di minor valore e di minor prezzo. Gli oli di queste olive  vengono poi trasportati via nave negli stabilimenti italiani: l’olio straniero viene “Mixato con olio ancora più economico e mescolato con beta carotene, per nascondere il sapore, e clorofilla per colorare”.

Come ricorda il Times, il sistema si regge grazie all’alleanza tra alcuni “produttori” senza scrupoli (in realtà sono solo dei grandi incettatori e distributori) e politici disonesti: in prima battuta è vantaggioso (per loro) perchè consente di vendere prodotti modesti a prezzi elevati, alla lunga distrugge il concetto di Made in Italy, associandolo a truffe ed inganni.

Non è la prima volta che la stampa denuncia i problemi legati all’agroalimentare italiano. Di recente, la Coldiretti ha criticato le Politiche dell’Unione Europea, nemiche dei prodotti tipici italiani ma incapaci di contrastare le falsificazioni alimentari. Sempre l’associazione ha lanciato l’allarme sullo stato della pizza italiana, ormai quasi sempre prodotta con ingredienti esteri e di scarsa qualità.

Matteo Clerici
per Newsfood.com

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Commenti ( 2 )
  1. Tenuta Zimarino
    31 Maggio 2014 at 1:37 pm

    I così detti “produttori” senza scrupoli (come dici tu, in realtà sono solo dei grandi incettatori e distributori) e politici disonesti ci sono e ci saranno, ma la colpa è anche di tutti quei consumatori e chef che pensano di fare un “affare” a comperare questi “oliacci” a basso prezzo: tutto questo a causa di una bassa cultura alimentare!
    Non tutti i consumatori e chef sono esigenti ed attenti alla qualità della vita!
    Non tutti i consumatori e chef scelgono come regola di vita la qualità e la genuinità del prodotto, la prevenzione della propria salute ed il proprio benessere!
    ed infine … molti Chef (anche di strutture super eleganti!) pubblicizzano l’uso di materie prime di alta qualità ma non ricercano e propongono i migliori ingredienti sotto il profilo nutrizionale, gustativo e della preparazione, preservando al massimo le loro caratteristiche organolettiche.
    Si salvi chi può!

  2. Giuseppe Danielli
    31 Maggio 2014 at 2:13 pm

    Hai perfettamente ragione ma non essendoci una normativa chiara e nemmeno un modo serio, una tecnica affidabile che permetta al consumatore di stabilirecon certezza la qualità di un olio…i grandi gruppi fanno quello che vogliono. Ma anche qualche produttore, ritenuto onesto, a volte vende il suo extra vergine con olive raccolte a mano, frante a freddo entro 24 ore, con mezzi meccanici; ma ne vende molto di più di quanto produce, e lo vende a caro prezzo per far credere che sia di altaqualità (Mistero).

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