Olio italiano sui monti dell’Himalaya

Olio italiano sui monti dell’Himalaya

Dalle colline sul mare ai monti del Nepal. L’olio italiano arriva sulle falde dell’Himalaya, sfidando le difficili condizioni climatiche, cercando di aiutare la dieta dei locali.

Questa la spina dorsale di un progetto dell’Università della Tuscia (sezione Dipartimento per la Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali, DIBAF) recentemente
illustrata nella sede dell’Arpa Umbria.

Dietro all’azione degli scienziati italiani, due grandi obiettivi.

Primo, verificare sul campo la possibilità di creare una filiera olivicolo-olearia in Nepal e poi una coltura specializzata su larga scala. E, in caso di riscontro positivo, passare ad
una diffusione su larga scala, capace di modificare in meglio l’alimentazione degli indigeni.

Primi passi concreti nel periodo 1994-1999, con due spedizioni mirate sul campo, nei territori nord-occidentali del Nepal. Durante il viaggio del 2009, la squadra italiana scoprì la
presenza di olivi, le specie indigene Olea cuspidata e Olea glandulifera. Inoltre, si definì un primo campo di coltivazione a Kolti, distretto di Bajura.

Di seguito, tecnici ed addetti ai lavori importarono in loco olivi dell’Università ed innestarono il nostrano olivo coltivato (Olea europea) sulle specie locali. Vengono inoltre
addestrati i locali, in modo da creare una base di conoscenza in grado di gestire autonomamente la produzione.

Inoltre, gli esperti hanno svolto e svolgono incontri e mediazioni con la cultura del posto, cercando di evidenziare vantaggi e piaceri dell’olio a tavola.

Matteo Clerici

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