Per il presidente Colavita, il nuovo regolamento UE sull’etichettatura dell’olio d’oliva migliora l’informazione al consumatore e tutela chi lavora secondo le
regole. “Ci auguriamo – dichiara – che ora le istituzioni creino le condizioni per un’agevole attuazione del provvedimento”

“Grazie al Regolamento UE sull’obbligo di etichettatura dell’olio extravergine d’oliva si dettano regole chiare all’industria, aumentando le informazioni
al consumatore”. Leonardo Colavita, presidente dell’ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, giudica positivamente l’approvazione a
Bruxelles del provvedimento comunitario in materia di origine, dopo il via libera da parte del WTO (World Trade Organization).

Il nuovo regolamento stabilisce infatti l’indicazione in etichetta dell’origine dell’olio, imponendo così di dichiarare la provenienza delle materie prime
utilizzate. In pratica, dal 1° luglio 2009 per tutti gli oli extravergini sulla confezione sarà obbligatorio riportare l’identità comunitaria oppure la
provenienza extra UE dell’olio. Al tempo stesso, sarà consentito utilizzare la dicitura “Product of Italy”, a patto però che il prodotto sia al 100%
italiano.

“Il testo voluto dall’Unione Europea – osserva il presidente Colavita – fa finalmente chiarezza sulla materia e rappresenta un ulteriore elemento di trasparenza
per chi, da anni, lavora secondo le regole, proponendo un prodotto di qualità. Qualità che, è bene ricordarlo, non è testimoniata dalla semplice indicazione
d’origine, ma dal lavorare bene. L’unico aspetto che preoccupa molto le imprese – conclude – è la brevità dei tempi di smaltimento delle scorte di vecchie
confezioni che potrebbe comportare costi gravosi per le imprese, soprattutto quelle più piccole.”

Per il leader dell’ASSITOL, inoltre, “se ben applicato, il nuovo regolamento sull’indicazione d’origine non dovrebbe costituire un ulteriore aggravio burocratico
a carico delle imprese, paventato in fase di discussione del provvedimento”. L’auspicio delle imprese, conclude il presidente Colavita è che “le istituzioni ora
creino le condizioni per un’agevole applicazione del regolamento in Italia, facilitando il più possibile l’attività degli operatori”.