Olio: un Marchio IGP Sicilia per recuperare 200 milioni di euro

Olio: un Marchio IGP Sicilia per recuperare 200 milioni di euro

Catania – Nasce una nuova sinergia che vedrà lavorare in tandem Consumerinst – Centro ricerche a tutela dei consumatori e del mercato – e Assofrantoi Sicilia, l’associazione che
salvaguarda le imprese della molitura delle olive e l’imbottigliamento dell’olio nella Regione Sicilia.

L’olio è una delle produzioni regionali di punta che vale poco meno di un miliardo di euro per la sola Sicilia che, insieme a Puglia e Calabria, rappresenta il 90% della produzione
italiana. A questi dati, che rendono l’Isola una locomotiva settoriale che incrementa l’immagine positiva del made in Italy, fa da contraltare un calo della domanda interna di olio alimentare
di qualità, del 9% e del 14% dell’export.

È in questo scenario che è stato siglato l’accordo tra il direttore di Consumerinst Claudio Melchiorre e il presidente Assofrantoi Carmelo Scalia: «Uno dei pochi settori che
crea ricchezza in Sicilia è il nostro – ha affermato Scalia – il problema che dobbiamo affrontare è però l’inversione di questa tendenza negativa, considerato che quando
usciremo dall’attuale crisi economica, le quote di mercato del nostro settore saranno profondamente cambiate». Nel mercato mondiale si stanno infatti affacciando nuovi produttori che
hanno compreso, grazie all’esempio italiano e a quello siciliano in particolare, che quando si parla di olio extravergine d’oliva significa parlare di ricchezza: «Noi siamo
all’avanguardia – sottolinea il presidente di Assofrantoi – ma questa nostra capacità e bravura va difesa e migliorata».

L’associazione d’imprese ha dunque voluto incontrare l’Istituto dei Consumatori per proporre all’Assessorato regionale all’Agricoltura di accelerare l’iter della creazione del marchio Igp
Sicilia – Indicazione geografica protetta – prendendo spunto dall’impegno in tal senso annunciato nel corso di un dibattito televisivo al quale erano presenti l’assessore  regionale delle
Risorse agricole e alimentari Titti Bufardeci, l’onorevole Giovanni La Via e il presidente di Confagricoltura Gerardo Diana. «L’obiettivo – ha continuato Scalia – è quello di
garantire la rintracciabilità integrale del prodotto perché possa essere definito veramente siciliano, ottenendo anche il diritto di poterlo scrivere non solo all’esterno dei
confini dell’Unione europea, ma anche in Europa».

I consumatori entrano in gioco proprio per questo: «Assofrantoi – ha affermato Claudio Melchiorre – ci ha chiamato per studiare con loro un sistema di controllo, certificazione e
conformità delle etichette in un momento in cui proprio dall’Unione europea arrivano segnali di smobilitazione in fatto di certificazione e conformità». L’idea è
infatti quella che imprese e consumatori propongano congiuntamente l’adozione della Igp facendo lobby per ottenere un prodotto trasparente, di qualità, ad un prezzo equo, attraverso una
collaborazione che sia una vera e propria buona prassi a garanzia del mercato, tanto sul prezzo che per la qualità: «Proporremo all’assessore Bufardeci e all’assemblea regionale –
hanno sottolineato Scalia e Melchiorre – di sostenere questo progetto che permetta al marchio Sicilia di essere riconosciuto al più presto come marchio di qualità. Quello che
chiediamo è un fatto concreto a costo zero che vale oggi almeno il recupero delle quote di mercato perse, vale a dire almeno 200 milioni di fatturato, 30 milioni di introiti per la
Regione siciliana e circa 1000 posti di lavoro».

 

i-press.it
Redazione Newsfood.com+WebTv

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