Ricci Curbastro, Presidente di Agriturist: “I prodotti DOP e IGP sono uno straordinario patrimonio agricolo, gastronomico e culturale del nostro Paese”.

Sono più di 400 le aziende agrituristiche mobilitate da Agriturist, associazione di settore della Confagricoltura, per le “Giornate Nazionali delle DOP e delle IGP”, organizzate con il
contributo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Le “Giornate”, giunte alla quarta edizione, intendono richiamare l’attenzione del pubblico sul significato e il valore dei riconoscimenti della Denominazione d’Origine Protetta (DOP) e della
Indicazione Geografica Protetta (IGP), concessi dall’Unione Europea secondo il Regolamento n. 510 del 2006, che rappresentano una importante protezione del patrimonio agroalimentare nazionale
contro le imitazioni di specialità che appartengono alla tradizione e traggono la propria specificità dalle particolari condizioni ambientali in cui vengono prodotte.

Attualmente i prodotti italiani a denominazione d’Origine Protetta sono 107, quelli riconosciuti ad Indicazione Geografica Protetta sono 52, per un totale di 159. In Europa siamo il paese che
ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti. Ma sono imminenti novità. Sono infatti trascorsi senza opposizione i sei mesi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE, per
l’Arancia del Gargano IGP, il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, la Castagna di Cuneo IGP, l’Asparago Bianco di Bassano DOP. L’iscrizione di questi prodotti nel Registro Europeo delle
DOP e delle IGP è dunque questione di giorni.

Sono stati inoltre pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale UE ed attendono che si completi il periodo di sei mesi per essere definitivamente riconosciuti, il Pecorino di Filiano DOP (pubblicato il
19 aprile) e il Pane di Matera IGP (pubblicato il 9 giugno).

“Con le Giornate Nazionali dedicate ai prodotti DOP e IGP – dichiara il presidente di Agriturist, Riccardo Ricci Curbastro – intendiamo spiegare al pubblico che le denominazioni d’origine non
sono soltanto l’indicazione di un luogo di produzione e di una denominazione consolidata dalla tradizione. Al riconoscimento e alla tutela di tali denominazioni, infatti, corrisponde anche il
rispetto di un ben preciso metodo di produzione che non segue le leggi dell’economia, ma quelle della qualità e del rigoroso rispetto della originalità del prodotto. Va inoltre
sottolineato che i prodotti a denominazione d’origine sono sottoposti a costante vigilanza da parte di enti terzi accreditati presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali, a garanzia della loro qualità e genuinità. Si tratta di un patrimonio agricolo, gastronomico e culturale di straordinaria importanza per l’economia alimentare e
turistica del nostro Paese”.

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