Opposizione all'ingiunzione della DPL: l'irregolarità della notifica

Con sentenza del 14 marzo 2008, n. 7004, la Sezione lavoro della Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che è nulla la notifica dell’ordinanza che ingiunge al datore di lavoro il
pagamento di sanzioni amministrative se tale notifica risulta indirizzata solo contro la persona fisica e non anche contro al legale rappresentante della società:
Mentre per il Tribunale è proprio la notifica al legale rappresentante della società che cancella l’irregolarità perchè la notifica verbale della DPL non era andata
a buon fine in quanto indirizzato al soggetto destinatario non come amministratore unico della società, ma come persona fisica e nel plico erano state indicate soltanto la denominazione
e la sede della società. Tuttavia per la Cassazione, che ha accettato il ricorso della DPL, l’atto era comunque indirizzato al destinatario in qualità di autore dell’illecito,
presso la sede dell’azienda ed era idoneo ad identificarne il titolo di responsabilità e l’avviso di ricevimento del plico risultava pervenuto alla sede sociale perché
sottoscritto da una persona qualificatasi come incaricato addetto.

Fatto e diritto
Un datore di lavoro aveva presentato opposizione contro l’ordinanza con la quale la DPL gli aveva intimato il pagamento di ? 423.134,00 per una sanzione amministrativa comminata per violazioni
relative all’assunzione di alcuni lavoratori (omessa comunicazione alla competente Sezione Circoscrizionale per l’impiego; omessa consegna della dichiarazione contenente i dati della
registrazione sul libro matricola) ed altre infrazioni (assunzione di lavoratori senza libretto di lavoro; omessa consegna prospetti paga).
Il datore di lavoro si era opposto chiedendo la nullità della notifica del verbale di accertamento per essere stata effettuata in unico esemplare per entrambi i soggetti (persona fisica
e società) e per entrambi per violazione delle disposizioni del codice di rito, rappresentando i medesimi vizi per la notifica dell’ordinanza- ingiunzione.
Nel merito, il datore di lavoro aveva contestato la sussistenza dei presupposti legittimanti l’irrogazione della sanzione. Si costituiva la DPL contestando le avverse deduzioni e chiedendo il
rigetto dell’opposizione.
Il Tribunale accoglieva l’opposizione e per l’effetto, dichiarata la nullità dell’ordinanza- ingiunzione, la annullava in quanto si desumeva che la volontà della DPL fosse quella
di notificare il processo verbale al datore in quanto soggetto direttamente responsabile della violazione contestata e non già alla società obbligata civilmente in solido ex art.
6 della legge n. 689 del 1981, sicché la dicitura contenuta nella busta di spedizione (riferita letteralmente alla società) ed il luogo ove la stessa veniva recapitata davano
ragione della nullità della notificazione sul presupposto che, dovendo l’atto ritenersi diretto al datore di lavoro in proprio, la notifica non era stata effettuata presso il suo
domicilio.
Il Tribunale aggiungeva che, in ogni caso, la notifica sarebbe stata inesistente ove (nell’intenzione dell’Amministrazione) l’atto fosse stato destinato alla società, poiché
né il processo verbale né la relata né il plico apparivano obiettivamente destinati alla società, il che rendeva incerto il destinatario.
Il Tribunale prendeva in considerazione a tale riguardo soltanto l’anzidetta notificazione, mentre riteneva non andata a buon fine la notificazione destinata ad datore di lavoro c/o la
società risultando sul plico sbarrata quest’ultima dizione.
La DPL è ricorsa in Cassazione, ma il datore di lavoro non si è costituito.

La decisione della Cassazione
Per la Cassazione, l’impugnata sentenza, basandosi sull’erroneo presupposto che il processo verbale non fosse destinato al datore di lavoro quale amministratore unico della società, ma
come persona fisica e che nel plico fossero state indicate unicamente la denominazione e la sede della società, ha ritenuto non rilevante tale notificazione, indirizzata pur sempre
all’autore dell’illecito, nell’anzidetta qualità, presso la sede della società, ed identificante il titolo di responsabilità. Questo anche se l’avviso di ricevimento del
plico, come già detto, risultava pervenuto alla sede sociale e sottoscritto da soggetto qualificatosi come incaricato addetto.
Per la Cassazione, la nullità della notifica dell’ordinanza – ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative (ivi compresa quella riguardante il suo essere indirizzata solo contro
la persona fisica e non anche contro la medesima quale legale rappresentante della società opponente) è sanata, per il raggiungimento dello scopo della notifica, dalla
proposizione da parte del legale rappresentante della società di una tempestiva e rituale opposizione a norma dell’art. 22 della legge n. 689 del 1981.
Al riguardo è stato fatto riferimento all’art. 18 della stessa legge, il quale dispone che la notificazione è eseguita nelle forme richieste dall’art. 14 (tale norma al quarto
comma richiama le modalità previste dal codice di procedura civile) e rende pertanto applicabile l’art. 160 del codice, che fa salva l’applicazione dell’art. 156 sulla rilevanza della
nullità.
In conclusione, la Cassazione ha accolto tale ricorso e l’impugnata sentenza va cassata con rinvio al Tribunale che procederà al riesame della causa sulla base dei rilievi in precedenza
esposti e del principio di diritto richiamato.

Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 7004 del 14 marzo
2008

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