Origine dei prodotti in etichetta: una (altra) voce fuori dal coro

Origine dei prodotti in etichetta: una (altra) voce fuori dal coro

Finalmente non siamo più soli!

Alla nostra voce, certamente debole se raffrontata alla marea di sostenitori dell’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dei prodotti, se ne aggiunge un’altra, ben più rappresentativa ed autorevole.

Ha infatti dichiarato Guido Barilla, presidente dell’omonimo Gruppo Alimentare:

«Scrivere su un’etichetta l’origine della materia prima è un’informazione che non serve al consumatore. Il vero made in Italy non sta solo nell’origine della materia prima ma nella selezione e nel processo di produzione e raffinazione».

In nostri precedenti articoli abbiamo cercato di motivare tali affermazioni, commentando l’assenza di un nesso reale tra l’indicazione dell’origine geografica e la rintracciabilità/sicurezza del prodotto (si vedano le Note finali).

Al contrario, in nessuna delle innumerevoli esternazioni favorevoli all’iniziativa siamo riusciti a trovare qualcosa di diverso da generiche affermazioni, tanto retoriche («un altro passo avanti fondamentale nella battaglia a tutela dei consumatori italiani») quanto prive di contenuti tecnici.

Non ci resta che augurarci che altri, dotati di reale competenza in materia e non legati ad interessi che poco hanno a che fare con i diritti del consumatore, forniscano il loro contributo alla discussione.

Note Finali, per chi vuole approfondire

Origine dei prodotti in etichetta: l’Italia ci riprova

Origine degli alimenti in etichetta, rintracciabilità,
sicurezza dei consumatori

 

 Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare

Newsfood.com

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