Presentato dalla Cia un nuovo strumento informatico predisposto dall’associazione “Agricoltura è vita”. Consulenza, innovazione e informazione per guidare gli
imprenditori agricoli tra le normative europee. Il presidente Politi: un servizio in più per aiutare i produttori.

Una vera e propria “check list” che, in pochi secondi, pone l’imprenditore agricolo nella condizione di sapere se la propria azienda risponde o meno ai requisiti previsti
dalla “condizionalità” prevista dalla riforma della Politica agricola comune, definisce il suo livello di non conformità e traccia il suo percorso di adeguamento.
E’ questo l’interessante lavoro messo a punto da “Agricoltura è vita”, la nuova associazione della Cia-Confederazione italiana agricoltori per la consulenza,
l’innovazione e la formazione, presentato oggi a Roma durante un seminario che ha affrontato, appunto, il tema della condizionalità che da vincolo può realmente divenire
un’opportunità di crescita e di sviluppo.

Il software informatico della Cia -è stato rilevato durante il seminario- permette di ricavare una “fotografia istantanea” complessiva e dettagliata delle caratteristiche
aziendali, evidenziando contestualmente i relativi “campi” di non conformità e di compatibilità rispetto a quanto fissato dai parametri imposti dalla Pac. Il responso
del “check” potrà così orientare l’imprenditore agricolo verso scelte consapevoli, guidarlo nella definizione di un proprio piano di adeguamento aziendale,
acquisendo quegli elementi necessari per programmare in maniera razionale il miglioramento e lo sviluppo delle proprie strutture e delle tecniche produttive.

Lo strumento informatico -è stato evidenziato- consentirà così alle aziende agricole di definire il proprio percorso di adeguamento su tutti i vincoli proposti, con
particolare attenzione alle problematiche attinenti la direttiva nitrati, il benessere degli animali, la rintracciabilità, la sicurezza igienica e sanitaria.

Nel corso del seminario -presieduto dal vicepresidente della Cia Enzo Pierangioli e concluso dall’intervento del presidente nazionale Giuseppe Politi- ha messo in risalto come la riforma
della Pac abbia introdotto il principio del cosiddetto “pagamento unico per azienda”, subordinandolo al rispetto di specifiche norme in materia di salvaguardia ambientale, sicurezza
alimentare e protezione degli animali, riassunte proprio con il concetto di “condizionalità”. La condizione, quindi, per poter accedere ai premi previsti dal complesso di
norme e regolamenti contenuti nella Pac sia per quanto riguarda il primo pilastro (Domanda unica) che per il secondo (Psr).

La condizionalità -è stato ricordato durante il seminario- è attiva già dal 2005, con un progressivo inserimento di nuove direttive e regolamenti, fino alla
definitiva strutturazione avvenuta dal primo gennaio 2007 con 26 vincoli totali.

“Il sistema di vincoli proposto dalla condizionalità -ha sottolineato Politi- è sicuramente un elemento preoccupante di appesantimento burocratico-amministrativo per le
imprese agricole, su cui la Cia ha fin dall’inizio espresso una volontà di trovare strumenti di semplificazione e di armonizzazione capaci di tradurre in opportunità di
sviluppo dell’impresa, tale complesso sistema vincolistico. Dunque, la “condizionalità” da vincolo può trasformarsi ad opportunità, nella logica di
crescita dell’impresa, di maggiore competitività sul mercato, attraverso modelli di agricoltura multifunzionale che i produttori italiani hanno sempre promosso e desiderato”.

Inoltre, nell’ambito dello Sviluppo rurale, la riforma della Pac prevede adeguati strumenti con i quali le Regioni, attraverso in nuovi programmi, possono supportare gli agricoltori negli
interventi strutturali di adeguamento alle nuove norme, finanziando interventi di consulenza aziendale sui temi della ottemperanza alla condizionalità e dello sviluppo della
competitività.

E qui s’inserisce lo strumento informatico promosso della Cia e il lavoro che aspetta “Agricoltura è vita”.

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