Paninfesta 2007

Massa Fiscaglia, un paese della pianura ferrarese, a due passi dalle valli di Comacchio, è stato per quattro giorni l’allegra vetrina della più titolata arte bianca italiana.
Dall’1 al 4 giugno, infatti, ha ospitato una gran festa del pane che ha sapientemente unito gastronomia e cultura, spettacolo e tradizione. E che ha visto esibirsi, insieme con quelli della
provincia estense, anche mastri fornai di Altamura e di Genzano. Così, sui banchi degli stand allestiti nella centrale piazza Garibaldi, si sono allineati anche pani di certificata
nobiltà: le coppiette ferraresi, tutelate con l’Igp, il pane di Altamura, che ha ottenuto la Dop, e il filone casereccio di Genzano, anch’esso protetto con l’Igp. Insieme, ovviamente, ad
altri pani tipici del territorio, a ciambelle, prodotti dei campi e della gastronomia locale e a dolcetti sfiziosi, che hanno contribuito a deliziare i palati di migliaia di visitatori.

Promotore e animatore di questa vivacissima “quattro giorni”, che ha avuto tra gli ospiti d’onore anche il presidente della Federazione italiana panificatori, Edvino Jerian, è stato
Andrea Borsetti, presidente del Sindacato provinciale panificatori di Ferrara e titolare di uno dei tre forni che servono i circa 4 mila abitanti di Massa Fiscaglia.

E’ per questa ragione che la festa è stata localizzata in questo paese? Come mai non è stato scelto il capoluogo?
La nostra è stata, prima di tutto, una scelta ambientale. Volevamo un paese di giuste dimensioni, nel quale la manifestazione, PaninFesta 2007, potesse diventare una festa davvero
popolare, coinvolgendo grandi e piccoli. A Massa, la tradizionale fiera paesana, che si tiene ai primi di giugno, era da un po’ di tempo in difficoltà e abbiamo pensato che unendoci a
essa e dandole nuovo impulso avremmo potuto ottenere un ambiente più vivo. Così, abbiamo fatto slittare di una settimana la nostra manifestazione, per far coincidere le date. Ed
è andata come speravamo: l’amministrazione comunale e la Pro Loco ci hanno dato l’aiuto di cui avevamo bisogno, la gente ha accolto la novità con entusiasmo e abbiamo ottenuto un
grosso risultato. Il fatto che il mio panificio si trovi nel paese ha influito poco sulla scelta, anche se ci ha avvantaggiati sul piano logistico. Del resto, lo scorso anno avevamo ipotizzato
di fare la nostra festa a Ferrara, ma l’iter burocratico per ottenere le autorizzazioni si era presentato troppo complesso. Così, quest’anno abbiamo cambiato rotta”.

Tra i momenti più gustosi della manifestazione, è stato certamente il “gemellaggio” consumato la sera del 2 giugno nello stand gastronomico gestito dalla Pro Loco, con l’offerta
di un menù decisamente originale: bruschetta con pane di Altamura e pomodoro, passatelli di coppia ferrarese con carota del delta e fonduta di grana padano Dop, porchetta alla maniera di
Genzano, con pane casereccio, e infine, per dessert, ciambella ferrarese, dolcetti di mandorle di Altamura e ciambelline al vino di Genzano.

Molto apprezzato, anche il maxi-panino, da 80 metri di lunghezza, allineato in piazza domenica e poi distribuito gratuitamente a tutti i presenti.

“Noi abbiamo fornito il pane”, racconta Borsetti, “e i commercianti del paese hanno fornito gratuitamente il companatico. Ci abbiamo messo un po’ a comporre il panino. In compenso sono bastati
3 minuti per vederlo scomparire, divorato dai visitatori”.

Il momento culturale della festa si è realizzato domenica, 3 giugno, con un incontro pubblico sul tema: “Grano & Pane Fresco: territorio, tradizione, tipicità,
identità”, al quale hanno partecipato un centinaio di persone. Dopo i saluti del sindaco, Giancarlo Malacarne, e del presidente dell’Ascom provinciale, Cesare Borsetti, i lavori sono
stati aperti dalla relazione del presidente dei panificatori ferraresi, Andrea Borsetti. Hanno concluso gli interventi dell’assessore provinciale all’agricoltura, Davide Cardini, e del
presidente della Federazione italiana panificatori, Edvino Jerian.

Una parte importante, nella festa, l’hanno avuta i bambini, ai quali i panificatori hanno riservato anche qualche sorpresa. “Per esempio”, racconta Borsetti, “per i bimbi delle materne abbiamo
sistemato un grande telo sul sagrato della chiesa e vi abbiamo versato sopra 25 chili di farina, invitandoli a giocare. Doveva vedere l’entusiasmo dei piccoli, si sono buttati dentro…Certo,
magari qualche genitore ha torto un po’ il naso, ma si sono divertiti un mondo”.

Per i più grandicelli, il minicorso di arte bianca “Bimbi con le mani in pasta”, al quale hanno partecipato circa 250 scolari delle elementari di tutto il Basso Ferrarese, che si sono
impegnati nella lavorazione della pasta di pane e si sono poi portati a casa ciascuno il proprio prodotto.

Lunedì, 4 giugno, una serata dedicata ai dolci locali ha concluso la “quattro giorni” di Paninfesta 2007.

Bilancio?
Molto positivo. Abbiamo puntato su una formula un po’ particolare, ma abbiamo vinto alla grande, grazie anche ai tanti che ci hanno dato una mano: il Comune, la Pro Loco, i gruppi di
animazione, i volontari dell’Avis, i commercianti che hanno messo a disposizione prodotti del territorio: salumi, formaggi, vino, offerti i abbinamento con il pane. A tutti dico: grazie e alla
prossima”.

www.fornaioamico.it

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