Bergamo – Si riaccendono i motori nell’iter per la conversione dell’impianto in una centrale alimentata esclusivamente a gas metano e non più con olio combustibile, la
Giunta Provinciale di oggi, su proposta dell’assessore all’Ambiente Alessandra Salvi, ha comunicato il proprio parere positivo sulla variante al metanodotto nel progetto di ripotenziamento di
Italgen, della centrale termoelettrica di Villa di Serio.

La vicenda inizia nel 2003, quando il Ministero dell’Ambiente espresse il proprio giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto proposto da Italgen sulla riconversione
dell’impianto. Non fu lo stesso per Regione Lombardia e Provincia di Bergamo che si espressero negativamente perché il tracciato del metanodotto aveva trovato riscontri non favorevoli
fra alcuni Comuni.
Dopo una serie di incontri con i Comuni interessati, nel 2004 emerge l’ipotesi di un tracciato alternativo. A fine 2006 il Ministero dello Sviluppo economico ha indetto una Conferenza di
servizi per acquisire la variante al tracciato, su sollecito della Regione Lombardia ma a inizio del 2007 sono emersi problemi di incompatibilità tra il tracciato originario e le
varianti e i cambiamenti urbanistici intervenuti.
«Il progetto è stato rifatto da zero – spiega l’assessore all’Ambiente Alessandra Salvi -. Nell’aprile 2007 la procedura è ripartita e oggi esprimiamo il parere positivo,
costruito attraverso un percorso di confronto e accordi con i Comuni. Il nuovo tracciato, creando un impatto ambientale minore, corre parallelamente la SP 91».
I Comuni interessati dal nuovo tracciato del metanodotto, lungo circa 40 km, sono: Bolgare, Chiuduno, Albano Sant’Alessandro, Torre de’ Roveri, Brusaporto, Seriate, Pedrengo, Scanzorosciate,
Gorlago, Montello, Costa di Mezzate e Bagnatica.
«La Provincia di Bergamo ha sposato fin dall’inizio questo progetto di riconversione – prosegue l’assessore Salvi -, perché l’eliminazione dell’olio combustibile permetterà
di azzerare l’impatto ambientale dovuto alle emissioni di zolfo e polveri conseguenti all’utilizzo di combustibili liquidi nell’impianto ora in funzione».

Grazie al nuovo impianto a metano:
– l’ossido di zolfo passerà da 3032 t/anno a 0
– l’ossido di azoto da 1160 t/anno a 273 t/anno
– le polveri da 89 t/anno a 0
– monossido di carbonio da 445 t/anno a 364 t/anno

Il parere positivo della Provincia e parallelamente quello dei Comuni interessati, verranno portati in Regione Lombardia. A breve sarà convocata la Conferenza di Servizi e il parere che
ne emergerà sarà trasmesso al Ministero.