Biella – Si è parlato anche di pari opportunità nella seduta del consiglio provinciale di ieri, l’assessore Marisa Lucano ha pronunciato una relazione sulle
attività dell’amministrazione in materia e la consigliera di parità Rossana Santarelli ha fatto un bilancio dello stato attuale.

«Fu la giunta Scaramal – ha detto Marisa Lucano – a istituire questo assessorato, per accogliere le iniziative di molte associazioni e offrire al territorio una sede di confronto sui
problemi delle pari opportunità».

Uno dei «luoghi» di confronto è il Tavolo per le pari opportunità, avviato nel 2004. Sempre aperto a qualunque associazione o ente, si riunisce periodicamente ed
è la sede dove presentare proposte e verificare la possibilità di ottenere i finanziamenti per realizzarle. Nel corso del 2007, anno europeo delle pari opportunità, la
Provincia si è impegnata in progetti specifici e ha partecipato a iniziative nazionali e regionali.
Ad esempio, la Fiera internazionale dei diritti e delle pari opportunità per tutti «Melting Box», organizzata dalla Regione Piemonte a Torino lo scorso ottobre e la Notte
rosa nell’aprile 2007, in collaborazione con Regione e città di Biella.

Ma anche progetti come «PROvince Pari Opportunità Sul TErritorio», avviato nel 2006. Obiettivi: la promozione della cultura di genere e il superamento degli stereotipi con
azioni sperimentali. Nell’ambito di «Proposte» sono stati organizzati 3 seminari (informativo, formativo e di consulenza) dedicati alle amministrazioni pubbliche del territorio per
promuovere l’adozione di Piani di azioni positive.
È stata inoltre sviluppata la rete sulle pari opportunità, consolidando le collaborazioni con le altre istituzioni, gli enti locali e le parti sociali e sono nati anche i
«Porta-Voce di parità», incaricati di raccogliere le «voci» e le esperienze nel proprio ente.

«Stiamo realizzando – ha aggiunto Lucano – un Osservatorio di genere per monitorare la presenza e il ruolo femminile nei diversi settori economici. Ci permetterà di raccogliere
dati e analizzare la distribuzione delle donne ai vari livelli di inquadramento, la partecipazione ad attività formative e i differenziali retribuitivi tra i due sessi. Nel 2007, ci
siamo concentrati sul tema del contrasto alla violenza sulle donne, con un sottogruppo di lavoro del Tavolo sulle pari opportunità che ha incontrato Prefettura, Questura, Carabinieri e
Asl per creare un punto, uno spazio materiale cui rivolgersi in caso di necessità».
La Provincia partecipa al Tavolo regionale sulle pari opportunità per la prevenzione degli atti di violenza sessuale e il sostegno alle donne vittime di maltrattamenti. Che ha stanziato
250mila euro a comuni e consorzi assistenziali per il rimborso di spese legali e sanitarie, 300mila euro alle Asl, 450mila a comuni e Province per finanziare le «Case segrete»
(centri anti-violenza). E, dal gennaio 2008, aderisce al Centro regionale di coordinamento contro la violenza sulle donne, impegnato nel monitoraggio dei fenomeni di violenza, per raccogliere
insieme agli enti locali i dati necessari a ridefinire politiche di contrasto e prevenzione.
Un altro progetto è il «P.I.P.O.L: Progetto Integrato per le Pari Opportunità nelle scuoLe», in sinergia con Regione Piemonte e Usp (Ufficio scolastico provinciale):
punta a favorire la diffusione della cultura di genere e l’introduzione delle pari opportunità nella didattica. Gli incontri con le scuole superiori biellesi sono in corso.

Ma le azioni messe in campo in questi anni sono davvero tante: «Penso – ha detto Lucano – ai contributi per i disoccupati (oltre l’80 per cento donne) per reintrodursi nel mondo del
lavoro dopo un periodo di disoccupazione, per supportare chi cerca un lavoro con corsi di formazione o chi nella prima fase lavorativa ha necessità di sostenere costi per la cura di
familiari. Dal 2004 sono stati assegnati 220 mila euro».
Un altro progetto è «Imprenditrici e Imprese: la conciliazione a due vie» rivolto a donne imprenditrici, lavoratrici autonome, libere professioniste e dipendenti, per fare
riflettere sui temi della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.

Rossana Santarelli si è soffermata sull’aumento dei casi di discriminazione sul luogo di lavoro: «Le denunce aumentano: sono 15 le donne che si sono rivolte a noi solo nel 2007.
Quasi sempre lamentano la mancata concessione di flessibilità di orari, turni, trasferimenti, congedi parentali, che traducono la scarsa sensibilità delle aziende private e
pubbliche».
Il protocollo d’intesa con la Direzione provinciale del lavoro «ha permesso di assistere madri costrette a dimettersi durante il primo anno di vita del bambino per l’impossibilità
a conciliare orari di lavoro e cura dei figli». In altri casi è stata la consigliera a chiedere l’intervento della Direzione, con ispezioni mirate in aziende in cui sono stati
denunciati comportamenti discriminatori.

Ancora Santarelli: «È primario, per il lavoro femminile, il tema della conciliazione: c’è ancora molto da fare nel campo della condivisione delle responsabilità tra
uomo e donna all’interno della famiglia. E c’è molto da fare sulla cultura, ancora lontana dal concepire l’uguaglianza tra i sessi come un diritto indiscutibile».
La consigliera ha poi citato alcune cifre relative all’occupazione: «Rispetto agli obiettivi sanciti alla conferenza di Lisbona (il 60 per cento di occupazione femminile entro il 2010) il
Biellese registra percentuali positive (55,3 per cento), come in generale accade nel nord Italia. I numeri si abbassano drasticamente però al sud».