Parigi e le emozioni di Giovanni “Rino” Passerini

Parigi e le emozioni di Giovanni “Rino” Passerini

Che lo voglia o no, Giovanni Passerini è un Weatherman.
Un dylaniano simbolo dei tempi che cambiano.
E mentre Alain Ducasse & Joel Robuchon lanciano il loro sciagurato appello revanchista per la salvaguardia della Cucina Francese al soldo d’una dozzina di neocoloniali crociati
tra i quali Thierry Marx e Laurent Petit (compreso Michel Troisgros nel ruolo del collaborazionista vicepresidente), uno come Giovannino, sconosciuto ai piu’, prova senza
neanche farlo apposta dal palcoscenico parigino che l’era dell’impero é finita.
Che non siamo più all’occupazione dell’Algeria.

Passerini é italiano.
Ma da buon romano quando decise di lasciare l’Uno e Bino di San Lorenzo non fu per emigrare, con lo spago intorno alla valigia in cerca di tempi migliori, ma per divertisi sbarcando da pari
a pari allo Chateaubriand d’Inaki Aizpitarte, il riferimento mondiale di tutta una generazione.
Per poi affinare l’educazione da mastro Petter Nilsson, sommo maestro di vita e di svedese fair play: «E’ al Gazzetta che ho appreso quasi tutto»,
confessa Giovanni nel suo localino, Rino (un diminutivo del vezzeggiativo Passerino?), lindo lindo per una ventina di coperti appena aperto.
«Petter ha avuto un’idea geniale, gli ho allora chiesto se me la prestava. Cosi’ pure da me a mezzogiorno ci son due piatti a scelta ma l’entrée é uguale per tutti. Lo
stesso vale per il contorno».

Se entrando, Giovanni e Simone Tondo, trincerati dietro la loro cucina all’americana, non li vedete è perché Pietro, il sommelier, ha giustamente accalappiato la
vostra attenzione.
D’altronde, sta scritto sulla lavagnuola da doposcuola: «In cucina Giovanni e Simone, in sala Pietro», romano pure lui passato per Gusto.
Più semplice, più trasparente di così non si può.

Tra formula un filino semplificata per mezzodì (22€) e totale degustazione serale (5 piatti 1 dessert 50€), ci scappa pure che, sorseggiando lo champ’ bio della casa (8€),
il Passerini ti anticipi dal menu du soir – con i complimenti del locale – una Purea di patate forchettate con tuorlo d’uovo al brodetto vegetale e tripla grattuggiata di
bottarga.
E la Zuppetta di pastinaca con cannolicchi e pissenlit crudi vale già tutti i passaparola immaginabili. Prenotate, altrimenti posto qui non lo trovate.

Spiegatelo un po’ voi che non é la cucina francese a essere in crisi, ma una certa passatistica idea della ristorazione.
Non è mica un caso se Passerini è completo due settimane a monte. Morale: correte appena potete da Rino a Parigi al 46 rue Trousseau, telefono
33.1.48069585.

Andrea Petrini

(Da Newsletter n° 302 di Identità Golose, su gentile autorizzazione)

Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento