In attesa della sentenza del 28 Giugno, sul ” Parmesan”, Confagricoltura auspica una decisione ferma da parte della Corte di Giustizia europea contro i reiterati attacchi alla nostra
denominazione di origine protetta “Parmigiano Reggiano”.

Confagricoltura ricorda che il Parmigiano Reggiano è uno dei simboli del sistema agroalimentare italiano e uno dei dieci marchi al mondo con il maggiore indice di riconoscibilità.
Il business, legato alla filiera, si attesta attorno a un miliardo di euro all’anno, nella sola fase della produzione primaria.

La Corte di Giustizia, secondo Confagricoltura, dovrà sancire l’illegittimità di quelle dizioni che, come il “Parmesan” tedesco, violano le norme comunitarie, creano confusione
nei consumatori, alterano il mercato, arrecano un ingente danno economico e di immagine all’intero sistema agroalimentare del nostro paese.

La Germania, ricorda Confagricoltura, ha rifiutato di perseguire come illecito l’impiego della denominazione “Parmesan”, nell’etichettatura di prodotti non corrispondenti al disciplinare di
denominazione d’origine protetta “Parmigiano Reggiano”.
“I ripetuti attacchi – sostiene l’organizzazione agricola – stanno provocando un’inevitabile crisi del settore, che non riesce a godere pienamente dell’andamento positivo del mercato mondiale”.

La nuova produzione del 2006, 1 maggio-31 agosto, viene venduta tra i 6,70 ed i 7,05 Euro/Kg.
Dai dati del Consorzio di Tutela, per il Reggiano emerge che i livelli di produzione nel mese di maggio 2007 sono diminuiti dello 0,54%, rispetto allo stesso periodo del 2006.
La sentenza della Corte Europea – conclude Confagricoltura – dovrà ripristinare una condizione di affidabilità nell’uso delle denominazioni d’origine, anche per prevenire fenomeni
analoghi su altri prodotti”.

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