Parmigiano Reggiano: a Parma la sede di rappresentanza?

Parma – «Il formaggio tipico è uno dei marchi più conosciuti e riconoscibili a livello mondiale, una notorietà indissolubilmente associata al
toponimo «Parma»» secondo una rilevazione effettuata dalla Camera di Commercio e da Parma Alimentare, uno degli elementi trainanti di questa popolarità è
rappresentata proprio dal cibo ed in particolare dai due prodotti tipici più famosi: Parmigiano e Prosciutto Parma. che unitamente alla qualità della vita, all’arte, alla coltura
e alla lirica rappresentano quella che nell’immaginario collettivo dei paesi esteri è un connotato basilare di questa città.

«Chiunque di noi -prosegue Fabio Massimo Cantarelli Presidente del Consorzio Agrario di Parma- viaggiando soprattutto all’estero e presentandosi come parmigiano, avverte immediatamente
che questa città è particolarmente conosciuta in tutto il mondo. Non altrettanto per le città vicine come Mantova, Reggio, Piacenza, La Spezia, Cremona. Parma è
soprattutto nota per una serie di elementi che formano insieme la sua identità.»
L’importanza di chiamarsi «Parma», stando allo studio camerale, assume una valenza commerciale che prevarica qualsiasi denominazione di qualità (DOP, IGP ec?). Risulta
infatti che ben il 65% degli intervistati in Germania, Francia, Regno Unito, Russia, Giappone, e Stati Uniti, sostiene di conoscere Parma mentre 4 operatori su 10 non conoscono le
certificazioni DOP, IGP.

«Questa identità fra la città e i suoi rinomati prodotti tipici è una base che non è solo un valore campanilistico di Parma ma è un punto di forza che
irradia positivamente i suoi effetti su tutto il territorio circostante che può godere di questa notorietà e della benefica associazione «alimentargeografica».
In questo ordine di idee Parma mette a disposizione la sua notorietà a quanti, anche nelle vicine province, producono con eguale maestria gli stessi prodotti tipici secondo le regole
tradizionali e nei limiti territoriali sanciti dalle regole del «dop»..
«A fronte di un patrimonio diffuso -incalza Cantarelli- così importante viene da chiedersi se vi è la consapevolezza presso noi parmigiani della responsabilità che
abbiamo nel gestire, coltivare e promuovere il valore della nostra città e del nostro territorio.»

«In effetti – sottolinea Cantarelli – da una disanima del nostro carattere di parmigiani si avverte innanzitutto una notevole frammentazione e un grande individualismo. Dovremmo essere
più uniti per difendere quelli che sono i valori che ci appartengono ed altresì dovremmo essere animati da un più spiccato senso di servizio nei confronti delle province
vicine che contribuiscono alla qualità alimentare ad esempio . del Parmigiano Reggiano».
Per concludere una provocazione: «perché, – affonda il presidente del CAP- pur mantenendo la sede operativa del Consorzio del Parmigiano Reggiano a Reggio Emilia e magari
riconoscendo alle province di Modena e Bologna la sede del Dipartimento per il controllo di qualità, non trasferire la Sede di Rappresentanza del Consorzio del Parmigiano Reggiano qui a
Parma possibilmente con una allocazione nelle vicinanze della sede dell’Autorità per la Sicurezza Alimentare?»

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