Testo e foto Maurizio Ceccaioni
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Mentre guardando il Lago di Garda alle prime luci dell’alba, già si annunciava quel tempo incerto che avrebbe poi accolto ieri mattina le migliaia di visitatori all’apertura del Vinitaly 2018, tutto era pronto nella Fiera di Verona per accogliere questa storica manifestazione, che dal 15 al 18 aprile espone su una vetrina internazionale, il fior fiore dei nostri vini e distillati.

Vista padiglioni Vinitaly 2018

Migliaia le persone che ben prima dell’apertura, prevista per il pubblico per le 9,30, si assiepavano davanti ai tornelli d’entrata. Frementi giornalisti e operatori in attesa della passerella politica, annunciata giorni prima. 
Al “via!”, una folla variegata ha ben presto preso d’assalto – anche se con qualche spaesamento iniziale – i padiglioni espositivi, molto bene assortiti e con gli eleganti stand di rappresentanza, dove la degustazione è d’obbligo.

Wau Comunication LimeOlé ‘la bevanda del futuro’

Esternamente gradevoli se non addirittura belli, come quelli del Veneto, Emilia Romagna o Lazio, hanno dato per ora un’ampia sufficienza agli organizzatori, che hanno sapientemente affrontato anche la prova del 2018. Di rilievo anche lo stand della Polizia di Stato, con un’esposizione di mezzi e vini prodotti dai detenuti.

Polizia di Stato

Ma quella di quest’anno poteva essere immaginata non solo come l’edizione che ha portato in Fiera 4.380 espositori (+130 sul 2017) e 36 paesi esteri nell’International Wine Hall (+7), ma principalmente come quella che avrebbe potuto dar vita al rapporto controverso, tra la Lega di Salvini e il Movimento Cinque Stelle di Di Maio.

Matteo Salvini a Vintaly

D’altra parte i presupposti ci sarebbero stati tutti, almeno a dar retta ai titoli dei giornali dei giorni scorsi, dopo quel «C’incontreremo a Vinitaly». Ma il faccia a faccia non c’è stato e quel ‘Patto del vino’ che si sarebbe dovuto sugellare davanti a un buon calice, rimane finora in sospeso. Forse in attesa di accordarsi su quale “vino” usare per il brindisi.

Luca Sardella a Vinitaly

Qui e là tra la folla, facce note come quella del cantante e conduttore televisivo Luca Sardella; o l’imperdibile Mauro Corona, alpinista, scrittore, scultore e “grande intenditore di vini”.

Mauro Corona a Vinitaly

Era qui con la troupe di ‘Cartabianca’ (Rai 3), in attesa dell’arrivo dei giovani rampanti della politica italiana, ma si è dovuto accontentare di Matteo Salvini, arrivato discretamente verso le 10 e subito scomparso alla pubblica vista, per poi ricomparire tra gli stand, a degustare vini attorniato dalla scorta e dai giornalisti.

Meloni e Urso a Vinitaly

Ma prima di lui, a rubare la scena era stata Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, che assediata a più riprese da telecamere e microfoni, cercava di farsi strada con il suo entourage, assieme al senatore Adolfo Urso. Presente anche l’ex ministro Brunetta, che invece ha passato gran parte della sua permanenza in Fiera presso il padiglione del Lazio. Luigi Di Maio, abilmente scortato, ha fatto la sua comparsa nel primo pomeriggio, affrontando strette di mano e pressanti domande, rimaste però senza risposte.

Stand del Prosecco doc Pavilion col capitano pilota Mattia… delle fantastiche Frecce Tricolori

Come da tradizione vini ovunque: tantissimi i nomi famosi arrivati da tutte le regioni italiane e dall’estero. Belli da guardare, assaporare, annusare; ma soprattutto, da bere. Nel forte vocio di fondo, a certificare la corposa presenza di scambi sociali e commerciali, incontri con persone conosciute, come amici e colleghi. O politici che “stanno sul pezzo”, come l’assessore alle Politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria, Fernanda Cecchini.

Assessore Agricoltura Regione Sicilia Edgardo Bandiera

Nello stand del Prosecco doc Pavilion nell’area H, l’editore di Bubble’s Italia Magazine Andrea Zanfi, presentando il numero speciale della sua rivista per Vinitaly, si è intrattenuto con Luca Giavi, ‎responsabile direzione generale del ‎Consorzio di tutela della Prosecco doc, e il capitano delle Frecce Tricolori Mattia Bortoluzzi, che ha incantato gli ospiti preseti, con aneddoti di vita e un filmato sulla loro attività. Un incontro che porterà a una prossima collaborazione tra due prodotti del Genio italiano come il Prosecco doc e il fiore all’occhiello dell’Aeronautica italiana, entrambi ambasciatori nel mondo di stile, cultura e qualità del nostro Paese.
Impossibile dar conto di tutti gli eventi che si sono avvicendati in rapida successione durante tutta la lunga giornata di ieri, ma non si può dar fugace conto della cerimonia d’inaugurazione che si è tenuta a metà mattinata nell’Auditorium di Veronafiere. Presenti la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il viceministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Andrea Olivero, il governatore del Veneto, Luca Zaia e il presidente della Provincia di Verona, Antonio Pastorello. A far gli onori di casa, il sindaco di Verona Federico Sboarina e il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese.
Nella successiva tavola rotonda ‘Il futuro dei mercati, i mercati del futuro: Italy first in America?’, con il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani, hanno partecipato al dibattito il vicepresidente della Commissione Agricoltura al Parlamento europeo, Paolo De Castro, Maurizio Forte, direttore dell’ufficio Ice-Agenzia di New York e coordinatore degli uffici Ice Rete Usa e Denis Pantini, responsabile di responsabile ‘Nomisma Wine Monitor’ che ha curato la ricerca sui mercati futuri del vino, raccolta nel volume ‘Wine Marketing 2018’, presentato recentemente a Firenze.

 

Testo e foto Maurizio Ceccaioni
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