“Parto dolce”…. respira, respira, respira

“Parto dolce”…. respira, respira, respira

Ho da poco partorito.
Durante tutta la gravidanza ho incontrato nelle ore passate nelle sale d’aspetto diverse future mamme, la maggior parte di loro al primo figlio e sicuramente tutte terrorizzate dal parto.

C’era chi se era arresa ancora prima di cominciare, decidendo per un superfluo taglio cesareo perchè “quello non fa male”, o chi ancora prima di sapere cos’è decidere di “fare il
parto con l’epidurale”… , dimostrando in entrambi i casi di non aver ancora capito nemmeno a cosa stavano andando incontro.

Mi sono trovata spesso e volentieri a parlare con queste donne e a cercare di capire quali fossero questi enormi ostacoli al parto naturale. Nella mia piccola esperienza posso dire che la
maggior parte di loro ha scelto deliberatamente “un aiutino” per paura di affrontare il “parto vero e proprio”.

Quando poi venivano a sapere che un figlio ce l’ho già, tutte automaticamente ponevano la stessa domanda: “fa male?” …

A questo punto provavo ad informarmi sullo stato psicofisico della persona e sempre venivo riportata al medesimo nodo. Nessuno era ancora riuscito a far capire esattamente a queste future mamme
impaurite come respirare durante il parto, ne tanto meno quanto un’adeguata respirazione possa agevolare e facilitare il tutto, accorciando i tempi e quindi migliorando il travaglio e aiutando
poi nelle spinte permettendo quindi una minor sofferenza di madre e pargolo.

Questo non si trova sui testi scientifici, ma è la mia diretta esperienza, mia e di altre mamme che hanno provato a seguire i miei consigli.

Il mio ginecologo rideva ogni volta che veniva in sala d’aspetto ad ascoltare le discussioni che si animavano tra noi donne coinvolgendo di conseguenza anche i futuri papà presenti e mi
diceva: “signora, bisognerebbe assumerla! Mi semplificherebbe di molto il lavoro!”.

Quando sono andata a partorire nessuna delle ostetriche e dei dottori pensava io fossi davvero in travaglio. Ero calma, sicura e Respiravo!

Dopo la visita che accertava il mio stadio di travaglio avanzato mi hanno chiesto come volessi affrontare il tempo necessario alla preparazione al parto, e così ho finito il travaglio
chiacchierando amabilmente con le ostetriche seduta su un’enorme palla di gomma rosa. Giunto il tempo, il parto è durato 8 minuti. L’ostetrica stessa era attonita a riguardo.

Tutto questo per dire che troppo spesso dimentichiamo le nostre capacità e il nostro potere, dando ascolto magari a ciò che viene da fuori e non concentrandoci in noi stessi per
ascoltare il linguaggio del nostro essere profondo.

Non si tratta di magia di fortuna o di chissà quale dote innata. Si tratta di stare in ascolto, respirando e rimanendo focalizzate.

Il parto è la cosa più naturale del mondo, la natura ci ha create in modo da poter fare tutto da sole. Purtroppo lo abbiamo dimenticato, ma ancora tanto si può fare per
trasformare semplice paura in pura energia da usare per il nostro benessere.

Il respiro sta alla base della vita. Lo ignoriamo senza renderci conto che tramite la semplice respirazione possiamo cambiare e alterare alcuni ritmi e valori del corpo.

Una corretta respirazione permette una buona ossigenazione dei tessuti aiutando il nostro equilibrio funzionale. Non solo mangiare bene, bere bene, riposare bene, ma innanzitutto reimparare a
respirare bene!

Per chi volesse approfondire il tema proporrei le tecniche di Rebirthing, ottimo strumento anche per darsi uno sguardo più da vicino.

De Toni Valentina per NEWSFOOD.com

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