Passito di Noto, Baglio dei Fenicotteri, a Passitaly 2014 – intervista a Giuseppe Squasi

Passito di Noto, Baglio dei Fenicotteri, a Passitaly 2014 – intervista a Giuseppe Squasi
PRIMAMORE-Passito di NotoBaglio dei Fenicotteri

PRIMAMORE-Passito di NotoBaglio dei Fenicotteri

Intervista di Mascia Maluta, Newsfood.com

Pantelleria, 9 settembre 2014
In occasione di Passitaly incontriamo a Pantelleria Giuseppe Squasi, fondatore dell’azienda Baglio dei Fenicotteri, di Noto, una realtà siciliana che nasce dall’evoluzione di una tradizione familiare, profondamente radicata nel proprio territorio, che negli anni ha saputo coniugare le più moderne innovazioni tecnologiche con la ricerca costante dell’alta qualità e del soddisfacimento massimo dei clienti. Con la moglie Ada ed i due figli Francesco e Mattia, Giuseppe Squasi porta avanti, con amore e fatica, l’azienda di  famiglia. L’ azienda è stata per diversi anni fornitrice di uve pregiate e olio di qualità di molte famose case produttrici di vini e di olio; essere riusciti a migliorare, trasformando e commercializzando i prodotti aziendali con un marchio proprio è stato uno degli obiettivi che hanno perseguito con successo.

Quali sono le sue prime impressioni su Passitaly, la prima fiera dei vini passiti del Mediterraneo qui a Pantelleria?

Sicuramente positive e di plauso al Sindaco di Pantelleria per l’iniziativa e delle altre organizzazioni regionali che hanno provveduto a mettere in piedi questa manifestazione. Inoltre si potrebbe anche pensare di proporre che questa manifestazione, anziché essere residente qui a Pantelleria, possa essere itinerante per i quattro Passiti di Sicilia, che oltre a Pantelleria sono Noto, Siracusa e Lipari e quindi promuovere tutti e quattro i territori della Sicilia che producono Passiti di eccellenza. Purtroppo ho dovuto riscontrare anche dei nei, come la logistica che a Pantelleria è da sempre difficile. L’isola è tagliata fuori dai ingrossi circuiti dei collegamenti, pertanto è difficile raggiungerla anche per noi siciliani. A volte è anche impossibile perché accade che l’aereo non possa atterrare a Pantelleria e sia costretto a tornare indietro a Palermo o a Trapani, o che la nave non parta, per motivi meteorologici ma non solo.
Questi sono aspetti che conosco molto bene grazie alla mia esperienza di undici anni come presidente di commissione di collaudo del porto turistico di Pantelleria.

Parlando di vini, quali sono i suoi vini che ha portato qui in degustazione?

Ho portato il Passito di Noto del 2008, conosciuto anche come Moscatella, un vitigno assolutamente autoctono, tanto raro quanto prezioso. La sua difficile coltivazione, nonché la bassa resa delle sue pregiate uve, hanno contribuito alla sua scarsa diffusione nel territorio della Val di Noto. Questo passito ha la particolarità di essere appassito in vigna, raccolto e selezionato a mano sul tapis roulant; una volta appassite, le uve sono ancora scelte a mano, chicco per chicco, grappolo per grappolo. Solo così riusciamo ad avere delle caratteristiche particolari come una gradazione alcolica elevata naturale, di 17,5°, senza  aggiunta di altro -sta appena al di sotto della fascia che contraddistingue i vini dagli alcoolici-, e un elevato grado di zuccheri, 85 grammi per litro.  La nostra Azienda ha sempre creduto fermamente nelle potenzialità assolutamente uniche di questa cultivar,  anche quando nel 1999 il volume globale di produzione ha raggiunto appena i 200
ettolitri, divenendone uno dei maggiori produttori assoluti.

Questo vino è venduto in Italia o anche all’estero?

Principalmente all’estero, il 99% dei nostri prodotti in bottiglia viene apprezzato in tutto il mondo, da Vancouver ad Hong Kong. Da quando nel 2011 abbiamo iniziato la commercializzazione dei nostri vini e del nostro olio biologico abbiamo partecipato a molteplici fiere ed eventi che si svolgono in tutto il mondo e i risultati sono presto arrivati. Il nostro olio biologico è prodotto da olive di tipo Moresca, Verdese e Tonda Iblea,  rigorosamente del territorio siciliano, come le uve anch’esse rigorosamente autoctone. L’estrazione dell’olio avviene attraverso la molitura a freddo a ciclo continuo, a temperatura controllata con gramolature e stoccaggio sotto azoto. La nostra strategia aziendale ci ha portato a decidere di fare solo produzioni del territorio, come il Passito naturale di Noto, il Nero D’Avola Doc e il Bianco Sicilia Igp. Attualmente produciamo circa 50.000 bottiglie all’anno, ma la potenzialità dell’azienda è di arrivare a produrne 150.000.

Per concludere, cosa suggerirebbe ancora all’organizzazione di questa manifestazione sui Passiti?

Credo che oltre alle degustazioni sarebbe interessante organizzare anche una  premiazione dei vini, le etichette dovrebbero essere selezionate e riconosciute da una commissione degustatrice, questo sarebbe molto importante perché è così che avviene in tutte le diverse manifestazioni a cui partecipiamo. Nel 2011 a Hong Kong alla Top Wine Dessert in the World, alla quale erano presenti diverse tipologie di vini da dessert provenienti da tutto il mondo, dai Passiti italiani ai Sauternes francesi, abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti. Anche qui a Passitaly sarebbe interessante organizzare un
confronto diretto con i produttori partecipanti e vedere riconosciute da una giuria internazionale le diversità e le caratteristiche dei vini in mostra.

Mascia Maluta
Inviata Speciale a Pantelleria
Newsfood.com

 

Vedi anche:
VINITALY 2012 Regione Sicilia: Giuseppe Squasi

Baglio dei Fenicotteri: Nero d’Avola con tremila anni di storia

Il Passito di Noto Baglio dei fenicotteri si sposa con i cannoli siciliani

Redazione Newsfood.com

 

Azienda agricola Baglio dei Fenicotteri
S.P. 19 Noto-Pachino, km 11.500
P.IVA 00213990898

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