Pasta Zara, più produzione nel 2008 e moderato ottimismo per il futuro

Pasta Zara, più produzione nel 2008 e moderato ottimismo per il futuro

 

Riese Pio X – “Guardiamo con fiducia al fatto che la nostra produzione nel 2008 è aumentata del 7% rispetto al 2007. Significa che stiamo lavorando bene e, in un
momento di crisi, la fiducia ci permette di essere moderatamente ottimisti.  Tutto questo per Pasta Zara si traduce in sviluppo, sia produttivo, sia di occupazione. Per il 2009
contiamo di mantenere gli stessi volumi produttivi, 205 mila tonnellate, equamente divise tra lo stabilimento di Riese Pio X, nel Trevigiano, e quello di Muggia, alle porte di Trieste,
sperando in un piccolo aumento”.

Furio Bragagnolo, presidente di Pasta Zara spa, ufficializza e commenta i risultati 2008 del primo esportatore italiano di pasta e secondo produttore.

“Il 2008 è stato un anno contrassegnato dai forti aumenti della nostra materia prima, la semola di grano duro, che hanno influenzato tutti i costi della filiera produttiva,
fino ad incrementare i prezzi della pasta in punto vendita. Questa situazione atipica ha generato dei fatturati anomali per i pastifici italiani, compreso il nostro. Lo scorso anno,
infatti, abbiamo fatturato 209 milioni di euro. Un’anomalia, appunto, un caso isolato”.

L’ottimismo di Pasta Zara nasce dalla constatazione che il consumo della pasta sta aumentano in tutto il mondo.

“Pasta Zara è cresciuta – continua Furio Bragagnolo – sia nel mercato italiano, che interessa il 5% del nostro fatturato, sia nell’export. In Italia, dopo alcuni anni
di stasi, il consumo di pasta di semola di grano duro è tornato a crescere, a dimostrazione del fatto che è ancora oggi un alimento imbattuto sotto il profilo
qualità-costo. Inoltre, anche l’export della pasta italiana lo scorso anno è andato benissimo, con punte addirittura del 50% in più in alcuni Paesi. E noi,
che siamo i primi esportatori italiani, abbiamo a nostra volta incrementato la penetrazione nei mercati. Pasta Zara esporta in 97 Paesi e ha aumentato le vendite in particolare nei
mercati asiatici, in Europa e in Russia, una nazione che si sta rivelando sempre più ricettiva per la nostra pasta. Dobbiamo però fare i conti con la concorrenza di
pastifici non italiani, soprattutto spagnoli, piuttosto agguerriti. Ma disponiamo di tutti gli strumenti per rafforzare la nostra leadership”.

 

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