Una politica che permetta di recuperare il potere d’acquisto delle pensioni; servizi sanitari più efficienti e potenziati soprattutto nelle aree interne e nelle zone rurali; misure
adeguate per garantire le persone non autosufficienti; esenzione dal pagamento dell’Ici per tutti i pensionati ultrasessantacinquenni con reddito individuale inferiore a due volte il minimo di
pensione. Sono queste alcune delle richieste contenute nella piattaforma predisposta dall’Associazione nazionale pensionati (Anp) della Cia-Confederazione italiana agricoltori che è alla
base di una grande mobilitazione in tutto il Paese con assemblee durante le quali si intende dar vita ad un confronto con i programmi delle forze politiche in vista delle elezioni del 13 e 14
aprile.

Nel documento i pensionati della Cia evidenziano la necessità che il nuovo quadro politico che uscirà dalla consultazione elettorale realizzi alcune riforme generali del Paese.
Riforme che sappiano ricostruire un clima di fiducia dei cittadini nelle istituzioni ed avviare quel processo rinnovatore per riportare il Paese ad una fase di crescita economica, civile e
sociale.

In particolare, si sottolinea l’importanza di una riforma delle istituzioni che riporti nel contempo efficienza decisionale, rapidità nelle decisioni, partecipazione dei cittadini alle
scelte più importanti e produttività dell’attività legislativa e di governo.
Secondo l’Anp-Cia, le grandi scelte per il Paese devono avere un orizzonte temporale che travalica il ristretto periodo di una sola legislatura. Esse devono guardare al futuro, alle prospettive
ed all’avvenire della popolazione e delle aziende.
In questi anni -ricorda l’Anp-Cia- le pensioni sono rimaste ferme recuperando sono in parte, nel potere d’acquisto, i livelli dell’inflazione determinatasi dall’entrata nell’euro. Soprattutto
le pensioni più basse, che rappresentano la maggioranza delle pensioni del nostro Paese, hanno maggiormente subito un deciso indebolimento fino a raggiungere livelli di vita al di sotto
dei livelli minimi di povertà.
In tale contesto viene sollecitato il garante ad una sempre più puntuale e ferma azione di controllo sui prezzi per contrastare rincari e speculazioni, di cui proprio i pensionati sono
le principali vittime.

Per combattere questo stato di cose occorre una politica che recuperi il potere d’acquisto dei pensionati. Da qui una precisa richiesta dell’Anp: rivedere i livelli delle aliquote fiscali
alleggerendo il carico per i pensionati.

Comunque, per ridare potere d’acquisto alle pensioni l’Anp-Cia chiede alcuni chiari interventi:
-uscire dal calcolo dell’inflazione programmata ed attivare un paniere Istat mirato ai consumi dei pensionati volto alla salvaguardia del potere d’acquisto reale delle pensioni e superare
l’attuale meccanismo di rivalutazione;
-rendere fisso il bonus della finanziaria 2008 a tutti i pensionati ultrasessantacinquenni con redditi rientranti nella fascia degli incapienti;
-mantenere detassata per intero la quattordicesima introdotta nel 2007;
-parificare gli assegni familiari dei lavoratori autonomi a quelli dei lavoratori dipendenti;
-realizzare la rivalutazione dei contributi estendendo gli effetti della legge anche ai lavoratori autonomi;
-permettere alle coltivatrici il recupero della contribuzione da 104 a 156 giornate annue negli anni 1961-1974.

Per quanto riguarda sanità e assistenza, i pensionati della Cia chiedono una qualificazione dei servizi sanitari rafforzando la prevenzione, elevando la medicina di base con una politica
di «presa in carico» del cittadino nel principio di universalità del diritto alla salute.
E’ indispensabile, poi, riorganizzare la rete dei servizi stimolando la realizzazione di ospedali, ad alto contenuto scientifico, ed una rete di servizi, medici, assistenziali e di trasporto,
in grado di rendere fruibili i servizi a tutti i cittadini presenti anche nelle aree interne e decentrate.
Per quello che concerne le politiche per la non autosufficienza, l’Anp-Cia sollecita il nuovo Parlamento ad approvare la legge che ne regola tutta la materia riportando ad unica azione i fondi
distribuiti nei vari ministeri. Il servizio deve essere adeguato ai principi fissati dai Leps (Livelli essenziali delle politiche sociali) in tutto il territorio nazionale.

Infine, l’Anp-Cia chiede la realizzazione dell’unificazione dei servizi sociali e sanitari al fine di evitare una duplicazione di strumenti, sedi e attrezzature, tenendo ben distinti i canali
finanziari al fine di eliminare il malcostume realizzato in alcune Regioni, di distogliere i fondi dalle politiche sociali e chiudere i buchi della sanità.