“Malpensa è una grande opportunità per lo sviluppo del sistema nazionale di trasporto aereo e per la crescita economica del Nord e dell’intero Paese”, con queste parole inizia la
nota di Confindustria, che, analizzando le condizioni dello scalo, ha delineato le politiche necessarie a perseguirne lo sviluppo, che riveste una posizione rilevante nel panorama nazionale.

Gli industriali, in particolare, ricordano che lo scalo milanese occupa 89.500 addetti (pari allo 0,4% del totale italiano) e apporta un contributo pari allo 0,62% al PNL: da questi pochi dati
si comprende, dunque, come Malpensa rappresenti “una realtà infrastrutturale da cui il Paese ed il suo sistema aeroportuale e di mobilità complessiva non possono prescindere”.

Tuttavia, secondo Confindustria, permangono delle “criticità” (come “mancato completamento della funzionalità operativa e strutturale”) che impediscono allo scalo di sfruttare a
pieno le sue potenzialità ed è “necessario procedere il più rapidamente possibile alla realizzazione delle connessioni infrastrutturali e di servizio, per consentire a
Malpensa di poter finalmente svolgere e sviluppare il suo evidente ruolo di hub nel nostro sistema aeroportuale”.
L’associazione degli industriali ha, quindi, illustrato alcune possibili soluzioni ed interventi che permetterebbero di conseguire tali ambiziosi obiettivi.
In primo luogo, è necessario “sviluppare una strategia a vari livelli” in cui valorizzare Malpensa, attraverso la realizzazione di “un’efficace, equilibrata e complessiva architettura di
sistema” che possa pianificare in modo adeguato il trasporto aereo.
Come secondo passaggio per raggiungere l’obiettivo, l’associazione degli industriali ha ravvisato al necessità di “reperire finanziamenti e accelerare i tempi di realizzazione delle
infrastrutture di collegamento con Malpensa”, nonchè di “migliorare gli standard di servizio all’utenza”.
Secondo Confindustria, inoltre, in seguito all’eventuale diminuzione dei voli per la cessazione di Alitalia, sarà preferibile individuare “sul mercato di uno o più vettori aerei
sostitutivi, in grado di garantire almeno gli attuali livelli di collegamento continentale e intercontinentale e di sfruttare la progressiva liberalizzazione del traffico aereo mondiale”.

“Occorre, infine – conclude la nota – passare rapidamente dagli “atti di indirizzo” e dalle “linee-guida” alle azioni concrete di riforma del trasporto aereo nazionale, ponendo in essere una
“capacità regolatoria e di governance” in grado di determinare una efficace strategia di sviluppo”.