PERSIANI: OLIO EVO DOP ITALIANO BIOLOGICO – ASSAGGIO IN PRIMEUR in azienda ad Atri

PERSIANI: OLIO EVO DOP ITALIANO BIOLOGICO – ASSAGGIO IN PRIMEUR in azienda ad Atri

 

OLIO EVO DOP ITALIANO – ASSAGGIO IN PRIMEUR – UN ESEMPIO DI AGRICOLTURA DI ” AZIENDA TERRITORIALE” CHE FA SISTEMA PAESE INSIEME ALLE “IMPRESE IMPRENDITORIALI”
Data: 15 novembre 2019
 
EVO, IL PATRIMONIO ITALIANO DELLA SALUTE, BENESSERE, TUTELA, PAESAGGIO CULTURALE
LA TENUTA PERSIANI UN ESEMPIO DI QUELLA AGRICOLTURA DIFFICILE NON MAGINALE, CHE PUNTA TUTTO SULLA QUALITA’, COMPORTAMENTO, SICUREZZA, GARANZIA AL CONSUMATORE, CIOE’ RAZIONALITA’
AD ATRI DAI PERSIANI SI VA OLTRE LA ECO-SOSTENIBILITA’ E LA QUALITA’ – UNO DEGLI OLI EVO ITALIANI PIU’ PREMIATI NEL MONDO. ASSAGGIO IN PRIMEUR IL 30 NOVEMBRE NELLA TENUTA E NEL FRANTOIO
 
Per Helvia Tini e suo marito Mattia Persiani – insegnante lei, avvocato ed emerito di diritto del lavoro della Sapienza di Roma lui – il momento della svolta della vita si affaccia nel 1976 con l’acquisto di una vecchia e grande casa di campagna in località Fosso del Gallo – Contrada San Martino di Atri, in Abruzzo, terra d’origine di Helvia Persiani.
Nel 1991 immaginano di andare oltre il “buenritiro”, così chiarisce Persiani: «Ci siamo resi conto che avremmo voluto fare della nostra passione un’azienda capace di produrre un olio di qualità secondo i principi dell’agricoltura biologica, praticamente un extravergine che fosse una spremuta di olive».
Oggi l’Azienda Agricola Persiani si estende su 21 ettari. Le olive raccolte dalle 4.250 piante delle principali varietà autoctone abruzzesi sono certificate in agricoltura biologica secondo il regolamento Cee 2092/91 (codice di certificazione IT IMC M573 T000$486) e beneficiano di lavorazione intensiva del terreno, concimazioni naturali, esclusione dell’impiego di fitofarmaci e potatura annuale equilibrata.   
E tutto il ciclo produttivo avviene all’interno della proprietà. Dopo la raccolta, nello stesso giorno, le olive sono portate al frantoio, dove si trova il moderno impianto “a ciclo continuo” a due fasi per la molitura.
Sabato 30 novembre 2019, con inizio alle ore 10, prima dell’assaggio guidato in primeur, professionale e non, dell’olio extra vergine di oliva EVO molitura 2019 della pluripremiata azienda Persiani, una breve tavola rotonda affronta alcuni temi fondamentali della cultura dell’olio Evo, della salute, del buonvivere, del benessere, del buongusto ma soprattutto anche “ di agricoltura” nel momento che anticipa la approvazione della nuova PAC 2021-2027 che interessa anche la Regione Abruzzo, il vino e l’olio delle colline teramane, il Pescarese e tutte le colline montagnose della costa italiana adriatica.
Difficile oggi fare con passione l’olivicoltore, produrre Dop (come vino, pasta, aceto, salume, formaggio…) in quei distretti di collina e montagna, aree interne, difficili alla vigilia di una nuova PAC 2021-2027 che si preannuncia più ridotta, più standard, più orizzontale, più condizionata dal bilancio europeo.
Da anni è evidente che non esiste una offerta agricola “unitaria”, come non esiste una “domanda di consumo” unica. Bisogna impostare una politica agricola economica europea per le “imprese agricole” fortemente professionali, altamente forti e tecnologiche 4.0, anche estese e di grande produzione, con liberalità di impresa, capitali, lavori, rischi ma c’è bisogno in tutti gli appennini italiani da nord a sud, da Cuneo e Marsala, dalla pedemontana veneta a Pantelleria di  “aziende territorio” in cui la attività produttiva agricola è vista in termini distrettuali produttivi integrati, cioè parte di un contesto ambientale, sociale, civile ambientale anche difficile, al limite, precario basato anche solo sulla vivibilità, resistenza e resilienza. Atri, Teramo è uno di questi distretti fondamentali.
Esistono due agricolture, in Italia e in Francia, Spagna, Portogallo…,  diverse nello stesso paese che una politica economica agraria europea e nazionale devono tenere conto quando dettano misure, azioni pilastri della PAC o  OCM o dei vari PSR. Sono due realtà oramai ben presenti, rispondono a due domande di consumo e di mercato diverse.
Una agro-impresa di commodities specializzata innovativa 4.0 razionale attenta su grandi aspetti e problemi anche ambientali che compete sul globale, una agro-azienda di prodotti di nicchia, Dop, piccola, legata al luogo anche difficile, attraente, turistica, paesaggistica, garante e impegnata in presidio del territorio, attivo e produttivo con altri parametri, numeri, misure.
Ad Atri si parla di questi fattori produttivi, ma anche inseriti in un contesto oggi di sostenibilità, di razionalità, di ragionevolezza alimentare e soprattutto ambientale, climatica. L’agricoltura non è un problema, ma una risorsa che può meglio di altri comparti o imposizioni adattarsi e svolgere quei compiti di fornitura di prodotti fondamentali per la vita umana. Il futuro della agricoltura-agricoltore italiano necessita di un nuovo piano-programma trentennale nazionale che vada oltre i confini amministrativi regione x regione in previsione di una PAC 2021-2027 più in sintonia con la realtà, con i diversi territori, multifunzionalità e poliazioni, figure operative diverse, dimensioni delle imprese… coinvolgendo consorzi di tutela, associazioni, certificazione, controllo e un piano-integrato agro-ambientale nazionale.

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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