La Commissione ha annunciato ieri il nome dei 7 paesi europei contro cui avvia una procedura di infrazione per non aver comunicato i dati relativi alle catture di tonno rosso: Cipro, Francia,
Grecia, Italia, Malta, Portogallo e Spagna possono incorrere in pesanti sanzioni.

“Accogliamo positivamente questa decisione – dichiara Xavier Pastor, Direttore di Oceana per l’Europa – ma arriva tardi. Questa non è la prima volta che paesi come la Francia e l’Italia
ignorano le regole, pescando oltre la quota assegnata e non rispettando l’obbligo di informare in merito alle catture effettuate”. Per quanto riguarda la chiusura, annunciata la scorsa
settimana, della pesca del tonno rosso nell’Unione Europea, Pastor aggiunge: “Con questa decisione così necessaria si è impedito che continuino a pescare paesi come la Spagna, il
Portogallo, la Grecia, Malta e Cipro, alcuni dei quali non dichiaravano parte delle catture”.

Oceana ricorda che, già negli anni scorsi, tanto l’Italia quanto la Francia, avevano superato di oltre il 40% la quota loro assegnata per la pesca di questa specie. Inoltre,
l’organizzazione sostiene che ogni anno si catturata in modo illegale più del 35% delle quote consentite.

Questa decisione si collega anche alla mancanza di controlli nella pesca e coincide con l’attuale dibattito per l’adozione nell’Unione Europea del Piano di Ricostituzione per il Tonno rosso,
proposto dalla Commissione Internazionale per la Conservazione del tonno atlantico (ICCAT) nel novembre del 2006. In base a questo piano, la quota di catture dell’Unione Europea dovrebbe
ridursi del 3,38% nel 2008. Si potrebbe arrivare a circa la metá di tale riduzione, se solo si rispettasse il divieto di uso di reti derivanti nell’Unione Europea, dal momento che nel
2007 la Francia ha concesso una quota di 267 tonnellate di tonno rosso alla flotta che utilizza questi attrezzi da pesca illegali.

“Le riduzioni delle quote previste per i prossimi anni – sostiene Xavier Pastor – sono già di per sé insufficienti per evitare il collasso della specie e risultano evidentemente
fittizie se non esiste un vero controllo sulla pesca illegale, sul tipo di imbarcazioni autorizzate alla cattura del tonno rosso o, semplicemente, sulle reali catture effettuate da ogni Stato
Membro”. “Dati e misure di controllo reali – conclude Pastor – costituiscono l’unica via per poter adottare misure di conservazione che impediscano il collasso dello stock di tonno rosso nel
Mediterraneo”.