Roma – I pescherecci italiani si devono attenere al rispetto della zona di protezione libica (Zpe) e in generale alla legislazione del Paese per quanto riguarda l’accesso alle
acque sottoposte alla sua giurisdizione. Lo rende noto una circolare della direzione generale Pesca e acquacoltura del Mipaaf, inviata alle associazioni di categoria e pubblicata sul
sito della Federcoopesca-Confcooperative.

Le autorità libiche hanno infatti segnalato, a partire dal 2007, un incremento delle attività di pescherecci italiani in zone regolamentate o vietate, facendo presente che
non stanno intervenendo con la prevista severità con sequestri e confische per non compromettere i rapporti instauratisi tra le due Marine e non inficiare le buone relazioni tra
i due Governi.

Il Mipaaf quindi, facendo seguito a precedenti direttive in materia, torna a sollecitare le associazioni “a sensibilizzare gli operatori ad adottare comportamenti rispondenti ad un
maggior senso di responsabilità, tenuto conto dei gravi rischi ai quali le navi italiane si espongono in caso di violazione delle acque soggette alla sovranità della
Libia”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com