L’aumento dei prezzi delle materie prime come il petrolio spinge alle stelle i costi di produzione in agricoltura che fanno segnare un aumento medio dell’8,5 per cento con incrementi record per
fertilizzanti ( 26,1 per cento) e mangimi ( 23,6 per cento).

E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del nuovo record raggiunto dal prezzo del petrolio, sulla base dei dati Ismea relativi al gennaio 2008.

A subire maggiormente gli effetti dell’aumento dei costi sono stati – sottolinea la Coldiretti – l’attività di allevamento e la coltivazione dei cereali come frumento, mais e riso.

Peraltro l’aumento record del prezzo del petrolio rischia di determinare nel settore – continua la Coldiretti – un aggravio di costi per il solo carburante stimabile in 100 milioni di euro su
base annua. Oltre al movimento delle macchine come i trattori, in agricoltura il caro gasolio colpisce sopratutto – precisa la Coldiretti – le attività agricole che utilizzano il
carburante per il riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali.

La continua crescita dei costi di trasporto e degli altri costi logistici – sostiene la Coldiretti – mette a rischio la competitività delle imprese Made in Italy e che va affrontata con
interventi strutturali. Contro l’aumento dei prezzi del greggio va percorsa con decisione – conclude la Coldiretti – la strada delle sviluppo delle energie alternative rinnovabili recuperando i
ritardi accumulati.