Piacenza e Guida Michelin 2020… occasione persa per il territorio

Piacenza e Guida Michelin 2020… occasione persa per il territorio

Piacenza e Guida Michelin 2020… Grande assente il Marketing Territoriale

Piacenza, Teatro Municipale, 6 novembre 2019 – Presentazione della Guida Rossa Michelin 2020

Premessa

Giampietro Comolli, piacentino doc, torna sull’argomento e, anche il sottoscritto.
E’ troppo facile criticare ma, quando la critica è autorevole e sincera, e l’obiettivo è quello di far notare le carenze e gli errori per migliorare, non solo è lecito ma è doveroso. In questo caso, indubbiamente, Piacenza ha perso un’altra occasione per promuovere il suo territorio… e anche gli sponsor. Hanno creduto nell’evento, hanno investito ma è mancato l’invitato più importante: un buon Marketing territoriale.
Nel box in calce all’articolo di  Comolli, una nota del sottoscritto.*

Giuseppe Danielli

 

 

PIACENZA GUIDA MICHELIN NUMERO 65

DIETRO LE QUINTE UN PO’ DI GOSSIP

TANTI I GIORNALISTI “VERI” DEL MONDO ENOGASTRONOMICO SONO ARRIVATI A PIACENZA

MA C’ERA POCA PIACENZA IN ONDA… NEANCHE IL PALAZZO GOTICO, NEANCHE LA FACCIATA DEL TEATRO FRA LE TESTATE NON LOCALI

OCCASIONE MANCATA? UN COMPLIMENTO GRANDE GRANDE A UNA GIORNALISTA FONDAMENTALE …. ASPETTA IL SUO TURNO PER LE INTERVISTE

 

Piacenza e i Piacentini meritano ben di più

Mi piace riportare due commenti di due amici veri, giornalisti veri, inviati veri, dalla penna felice… addirittura agli antipodi politicamente parlando e non solo… su tutto, ma attenti conoscitori. Non blogger, non influencer, non invasivi… ma registratori della notizia. Uno è Franco Ziliani da Bergamo che è stato critico-polemico, come sempre e su tutto, ma ha guardato ben oltre l’orticello delle pendici orobiche ed ha saputo cogliere nei suoi twitt-facebook gli elementi “clou” della guida e dei cuochi presenti pensando anche al mito di Gualtiero, di Giorgio.

L’altro è Donato Troiano da Parma che giustamente ricorda come l’assessore Casa del comune di Parma abbia saputo cogliere l’occasione top-mediatica per parlare di Parma Capitale della Cultura Italiana 2020 invece che di cucina e cuochi.

Così ha fatto anche l’assessore regionale Corsini in qualità di grande partner dell’evento con Destinazione Emilia.
Ma il twitt-gossip più giusto è stato il riconoscimento ad Anna Scafuri, inviata e capo servizio Tg1 RAI economia per la sua altissima professionalità nel caos del backstage e pre e post alzata del sipario in teatro. Chapeau! Chapeau! Chapeau! (allego foto) https://www.facebook.com/hashtag/informacibo?source=feed_text&epa=HASHTAG

E’ stato un piacere incontrare tanti amici cuochi, no chef,  venuti a Piacenza. Una guida lontano dal massmediatico pensiero unico… con qualche vezzo un po’ francesizzante e un po’ dubitante. La “Rossa” è ancora la guida della guida perché unisce la vetrina dell’elitario mondo della ristorazione con l’edonismo individuale di averla e sfogliarla: spesso un cadeau fra amici.

Già l’amico fraterno Gualtiero mi confidava per anni, polemicando, e restituendo le “trestelle”. Ma è la dimostrazione che si vive la kermesse da cuoco a cuoco. Non ho condiviso il declassamento di Luisa Valazza, meno una stella. Forse occorreva dare “anche in Italia” una prova tangibile a supporto e giustificazione di  qualche retrocessione transalpina. Stessi parametri? Stesse mancanze?

Milano ritorna città dove si mangia bene, dopo una euforia almeno decennale più indirizzata alla cucina della capitale. Giusto. Sono molto contento della assegnazione delle “duestelle”: premio assoluto vero, se durano nel tempo. Dimostrano che la cucina italiana sta ancora crescendo, ampliando orizzonti e aprendo a novità non allineate alla storia, a giovani che dimostrano creatività intelligente. Un guida che dimostra che la cucina italiana meridionale e insulare sta apportando innovazione/tradizione di altissimo livello, rappresentando una “mediterraneità” dal respiro lungo, mondiale, contro pareri opposti di guru del video.

Nella “Rossa” non ci sono tanti chef che occupano l’etere, ma tanti cuochi del sud come Gennaro Esposito, Domingo Schingaro, Francesci Sposito, Giuseppe Misuriello, Angelo Carannante, Nino Rossi e Angelo Sabatelli. Generazione concreta, che vive la propria cucina, sono una garanzia.

 

NUMERI ASSOLUTI ALLA MANO, L’EMILIA NON FIGURA FRA LE PRIME 5 REGIONI ITALIANE. NAPOLI PRIMA PROVINCIA PER NUMERO DI TOP RISTORANTI

Quello che mi salta all’occhio è invece la non brillantezza, i non primi posti top dell’Emilia. Bene con i Bib Gourmand, forchette e cappellini, ma non emerge quella “esperianzialità” che tanti quotidiani mondiali americani, inglesi e giapponesi esaltano con articoli e lodi.
Bene la ordinaria amministrazione, ma la straordinaria?  Piacenza ha investito in questo evento: circa 150.000 euro per una mattinata con 200 personaggi a portata di mano. Dove erano le grandi promesse, i comunicatori, i gestori di comunicazione, i PR di imprese e di consorzi Dop di Piacenza? La Metro, sponsor dell’evento, ha messo in vetrina la zucca e i salumi piacentini… la Metro! A parte il Mulino Dallagiovanna, chapeau!, che ha presentato le sue eccezionali farine già utilizzate nelle cucine di molti top-cuochi presenti. C’era il piccolo Consorzio dei Salumi Piacentini (ma si poteva fare di più).
A Piacenza si è bevuto un grande Champagne e degli ottimi Brunello di Montalcino.  Dal Piemonte sono arrivati  il Gavi e anche il burro di INALPI. Mancavano anche tanti blogger e influencer e instagrammer di Provincia, lato positivo. Un evento dal costo, si dice, di 300.000 in totale tutto ampiamente coperto.

 

PIACENZA E IL SUO SMART-BRAND  

Enrico Bartolini e Gualtiero Marchesi (foto di archivio)

Ho tenuto per ultimo il nome di un premiato che stimo, non ama apparire, lavora sodo in più cucine e ha meritato la somma di 8 stelle, Enrico Bartolini, apprezzato in primis dai colleghi. Non capita spesso essere “qualcuno in patria”. Ecco Piacenza poteva inventarsi un premio extra oltre ai 4  sponsorizzati da altrettanti aziende (c’era il Brunello di Montalcino e OlioEvo Coppini fra loro) proprio dedicato al ristoratore che aveva sommato più stelle in una unica edizione e mantenere per sempre questo riconoscimento, anno dopo anno, dedicato a una eccezionalità piacentina:  Malvasia….o Conservazione del cibo …o Coppa …o il Gotico….usando lo smartbrand più costruttivo, più duraturo…non una meteora occasionale estemporanea che svanisce perché al centro dell’attenzione c’è la “Rossa” e i “Cuochi”.

 

Nota del direttore
Piacenza, Teatro Municipale, 6 novembre 2019 – Presentazione della Guida Rossa Michelin 2020

 La Guida Rossa per decenni è stata una icona, era prestigioso esserci (e portava soldi) a coloro che erano in questo Ghota (giusto o sbagliato poco importa). Era La Guida per chi cercava esperienze di gusto elitarie… anche se a volte non poteva permetterselo. Oggi ci sono troppe guide ma soprattutto c’è Internet. La Guida Rossa sta arrancando per ritrovare la sua leadership.
Piacenza
Evidentemente Piacenza ha perso un’occasione perché comunque l’evento Michelin annuale ha ancora una grande risonanza sui mezzi stampa, in Italia e all’estero.
Cena di Gala
Il pranzo è stato piuttosto parco con i vari assaggini degli sponsor. Alla Cena di Gala non ero presente e non posso dire ma credo che sia diventata -come tante altre- una passerella privata tra grandi nomi della ristorazione, politici, sponsor … una elite della Elite.
Conclusioni:
La mia impressione è che siamo arrivati al collasso dei premi, targhe, onorificenze, falsi encomi… sono troppi… ormai si vive solo per pavoneggiarsi e per il Dio Denaro.
Il mondo è cambiato ma le persone sono sempre stupide uguali. Credo che non si sappia ancora quale dovrebbe essere il vero senso della Vita. Da millenni ci mascheriamo, ci facciamo abbagliare dagli stregoni e dagli imbonitori… e sarà sempre peggio.

Giuseppe Danielli, Direttore Newsfood.com

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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