Gola Gola Festival Piacenza: serve a poco un turismo ‘mordi e fuggi’…

Gola Gola Festival Piacenza: serve a poco un turismo ‘mordi e fuggi’…
GOLA GOLA FESTIVAL A PIACENZA: PUNTO DI PARTENZA PER UN VERO BRAND.  MEGLIO UNA IDENTITA’ TEMATICA O DI PRODOTTO?  PIACENZA HA BISOGNO DI UNA SUA IDENTITA’.  ALTRE CITTA’ NE FANNO GRAN USO, MA BISOGNA AGGIUNGERE UN SISTEMA STRATEGICO CONTINUO

GOLA GOLA FESTIVAL A PIACENZA… per un Turismo Smart

I recenti dati sul turismo italiano (anno 2018) e i primi dati (andamento e prenotazioni) dei primi mesi del 2019 fanno ben sperare soprattutto per i territori meno noti, più interni, considerati marginali.
Purtroppo l’Italia è ancora il 5° paese al mondo per destinazione turistica straniera,  dopo la Spagna (e Barcellona in particolare), Parigi, New York, non in linea con i balzi in avanti di Mosca o Stoccolma.

Turismo in Italia in crescita ma…

Ma in Italia crescono bene le “nuove destinazioni” rispetto alle tradizionali: ai primi posti località delle Marche, Sardegna, Veneto, Toscana (solo 9°-10° la regione Emilia Romagna nel rating della “rilevanza” turistica straniera) certamente non notissime, così anche in Piemonte, Umbria, Campania, Puglia, Calabria e Lombardia.
Mettendo insieme tutti i dati (spesso discordanti) di varie fonti (osservatori, associazioni, federazioni, università, regioni…) emerge in modo chiaro che il turismo in Italia, dal 2017, si sta spostando in zone laghi, montagne, colline, città medio-piccole, città di mostre e non di musei, luoghi archeologici.

GolaGola Festival a Piacenza:
rilevanza, accoglienza, attrazione

E Piacenza è una di quelle, sembra fatta apposta per attrarre: sembra il momento propizio. Ma Piacenza è pronta? Domanda che da anni salta fuori in tutti i dibattiti, anche quelli di non-esperti. Una rilevazione europea, attesta e conferma che le città e le capitali europee attraggono turisti in base alle scelte di leadership, di brand, di progetto, di visibilità, di accoglienza e di rilevanza. Ecco rilevanza-accoglienza-attrazione diventano il motore di scelta del turista italiano e straniero. La recente manifestazione GolaGola Festival Pop ne è la riprova e la dimostrazione: il prodotto collegato alla comunicazione.
Ci auguriamo che il 2020 veda la seconda edizione piacentina, con qualche aggiustamento legato a location, strade, accessi, tempi e temi. GolaGola può lanciare Piacenza fuori dall’anonimato se si aggiunge una impronta piacentina forte, un brand unico (atteso da anni), una struttura locale (attesa da quando Piacenza Turismi ha chiuso i battenti), un tema leader (cultura della conservazione del cibo), uno sguardo fuori confini, una comunicazione rivolta alla domanda, una accoglienza di sistema e non di squadretta, una strategia progettuale di investimenti almeno quinquennale gestita direttamente e non delegata a meteore o a veline.
Ancora complimenti alla direzione di GolaGola per la prima edizione, difficile in una città riservata, chiusa, risparmiosa, oculata, silenziosa che guarda ai cortili privati e non alla strada pubblica. Abbiamo visto che il cibo, in ogni veste, calza a pennello su Piacenza, sia come street food che come arte culinaria. Sicuramente qualche orario va rivisto, meno ricerca dell’autoreferenzialità piacentina, meno autoincensamento, più profilo alto, internazionale, dinamico e un programma meno concentrato, anche ridotto.
Di piacentini nel mondo che possono essere motori o testimonial o collaboratori dell’evento ce ne sono: si può parlare di scienza e cibo tranquillamente. Anche una apertura ad altri prodotto, una “nazionalizzazione” dell’evento, fa bene a Piacenza: stimola e attrae.  Aumentare le vie coinvolte può essere una soluzione per distribuire  l’affollamento, ma sappiamo bene che via XX Settembre non entra in piazza Duomo, come pure via Calzolai non è la prosecuzione di piazza Cavalli.
Mentre qualche cortile di palazzo, qualche sala pubblica o privata, qualche atrio di museo o di teatro può alzare attenzione e attrazione, anche profilo e identità fra meta e brand. E qualcosa a pagamento può starci: una festa di strada può avere nicchie riservate, curiose. I piacentini difficilmente escono di casa, soprattutto poi con i primi caldi a fine scuole: meglio il Trebbia che il Corso, però poi dalle 21 alle 24 la movida eterogenea c’è.
GolaGola in ogni caso deve avere abbinato un logo-brand-tematismo piacentino e solo i piacentini possono stabilirlo e governarlo. Come pure fare sistema a Piacenza non vuol dire che gli enti pubblici siano i soli a pagare, altrimenti c’è poco impegno. Di solito anche un piccolo obolo, fa la differenza, perché bisogna renderne conto, e questo fa impegnare e responsabilizza di più… soprattutto se è noto l’indirizzo.
Con ciò, sia chiaro, un evento a Piacenza, anche grande e nazionale, non fa turismo, non fa tutto: bisogna esportare il brand e il tematismo scelto,  in altri contesti sempre più grandi e diversi. C’è bisogno di una struttura locale forte e pronta. E’ vero che bisogna prima essere forti in patria per poi vincere all’estero, ma fare in modo che GolaGola sia cassa di risonanza per i prodotti piacentini fuori dai confini regionali e nazionali deve essere uno dei primi aspetti della modifica della macchina organizzativa.
Portare a Piacenza, in un weekend, circa l’80% di “foresti e stranieri” su tutte le presenze è  un enorme successo e punto di partenza mai raggiunto prima.  La squadra coesa e lo staff hanno lavorato bene, molto meglio di altre iniziative “giornaliere” che non trasformano gli arrivi in presenze, cioè in pernotti. Un evento sporadico serale di 4 ore non invoglia a fermarsi a Piacenza, a prenotare, a vedere una mostra o un museo o una chiesa o una vallata o una borgata della provincia.

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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