Trovato il Klimt da 120 milioni di euro – Piacenza in festa

Trovato il Klimt da 120 milioni di euro – Piacenza in festa

Piacenza, 15 dic. 2019 Trovato il Klimt da 120 milioni euro

Piacenza ha ora il suo poker d’assi di arte d’attrazione turistica

Ritrovamento “strano” della Signora di Klimt dopo 22 anni!  

Klimt, Ecce Homo, Botticelli, fegato etrusco e tante altre

Perché non pensare a una collocazione unica e investire in una mostra?

 

Credo sia il miglior regalo di Natale, per Piacenza, il ritrovamento dell’originale quadro “ritratto di signora” di Gustav Klimt, disegnato e finito fra il 1916 e il 1917, il principale esponente del famoso secessionismo viennese, artista molto quotato dopo la morte; il quadro fu acquistato pochi anni dopo nel 1925 dall’avv. Giuseppe Ricci Oddi (1868-1936).

Galleria Ricci Oddi Piacenza

Nel 1931 all’inaugurazione della galleria donata alla città di Piacenza, erano presenti i principi di Piemonte. Opera dalle vicissitudini particolari, dal valore inziale alla scoperta dei due ritratti sulla stessa tela.  Rubato alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza il 22 febbraio 1997 e ritrovato, casualmente si dice, il 10 dicembre 2019, dopo 22 anni di latitanza: scomparso, trafugato, sparito, nascosto, spostato, riapparso, celato, venduto, ricomprato, invendibile, inacquistabile? Quante domande attorno a questo meraviglioso quadro.

Può piacere, può non essere una grande opera, può anche essere l’ennesimo bluff… ma sembra che il quadro ritrovato sia vero. Alcuni fili di rame nascosti nel retro della tela, voluti a suo tempo come elemento dissuasivo o di riconoscimento, sembrano intatti, quindi l’autenticità si presume. Seguiranno tutte le prove necessarie, ma come piacentino sono contento che una opera così inestimabile, sia “riapparsa”.

Si infatti fra i tanti dubbi e domande, quella che mi appassiona e che mi fa pensare di più, è proprio come sia riuscita a stare nascosta, non vista per 22 anni a circa 30 metri dalla prima porta principale di ingresso delle galleria Ricci Oddi, che i migliori esperti d’arte reputano la seconda o al massimo la terza galleria di arte moderna in Italia per valore e per numero di opere.

Fra esposte e in magazzino si parla di 900-1000 opere firmate, catalogate, frutto principalmente di uno dei più grandi mecenati d’arte italiana, il più importante per Piacenza, il dott Giuseppe Ricci Oddi. Un gioiello di gioielli, verrebbe da dire. Proprio a Piacenza.

I piacentini stessi non lo sanno neanche. Mia figlia Francesca Paola, laurea in arte a Bologna e Brera, esperta di arte contemporanea, mi aiuta a capire. Klimt è artista che piace o non piace, innamorato dei mosaici bizantini di Ravenna che influirono su tutte le sue opere romantiche dal 1903 in poi, ma che poi tutto cambiò con l’incontro dell’espressionismo e impressionismo di Monet, fra Matisse e Van Gogh.

Il ritratto di Klimt oggi vale minimo 60 milioni di euro e più, difficile da piazzare sul mercato nero. La peculiarità di questo quadro, oltre al valore, notorietà e bellezza, è che per 80 anni ha nascosto una altra opera dello stesso artista, cercata da tutti e mai trovata: diciamo che è un quado nel quadro, una rarità.

In più, due affermazioni di questi giorni riempiranno le cronache per anni. “Restituito nel modo meno rischioso da un ladro pentito” dice Sgarbi  mentre Nannipieri sostiene che “ la signora può aver girato il mondo prima di finire in quel buco della galleria”.

Interessante la storia che il quadro sia tornato a casa dopo un peregrinare infruttuoso nel mercato delle opere trafugate. I Carabinieri italiani hanno un elenco lunghissimo di opere d’arte italiane rubate: il Klimt figurava al secondi posto per importanza su un milioni di oggetti. Sicuramente una mostra su Klimt ci vuole, ma anche una ri-valutazione della Ricci Oddi e delle diverse opere che Piacenza possiede, nascoste, tenute segrete, in silenzio, con la riservatezza tipica dell’agricolo padano, poco propenso allo schiamazzo di piazza.

Perché non ipotizzare a Piacenza, almeno una prova, di aggregare le migliori opere d’arte cittadine. Piacenza ha opere inestimabili in diverse chiese aperte al pubblico e ingresso libero del Pordenone, Carracci, Guercino, De Longe, dalla Cattedrale a Santa Maria di Campagna, dal museo della Cattedrale ai 20 enormi arazzi rinascimentali del cardinale Alberoni, dalle gallerie private di opere moderne e contemporanee ai musei civici farnesiani compreso la sezione archeologica.

L’Ecce Homo di Antonello da Messina, il Tondo di Botticelli, l’aruspice divinatorio di 2500 anni fa del fegato Etrusco e ora il ritratto di Klimt possono valere un viaggio domenicale o un week end a Piacenza.

Un poker d’assi, arricchito di altre 100 opere come attrazione turistica,  completata dall’enogastronomia piacentina premiata recentemente dal Times e fra la più “diffusa” qualità sul territorio. Senza dimenticare i musei naturali in provincia, le quadrerie rinascimentali nelle antiche basiliche medioevali, gli oratori delle chiese.

Nella Ricci Oddi ci sono quadri di Hayez, Fattori, Signorini, Segantini, Boccioni, De Pisis, Wildt, Carrà, De Chirico, Morandi… in due ore si gira la galleria, ma quanta arte moderna da vedere.

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