Torino – Nel corso di una conferenza stampa, oggi a Torino, i capigruppo di opposizione, Angelo Burzi (Fi), William Casoni (An), Oreste Rossi (Lega Nord), Deodato
Scanderebech
(Udc), Maurizio Lupi (Dc -Ind Mpa), Stefano Monteggia (Gruppo Misto) hanno illustrato alcune proposte che ritengono irrinunciabili per ridurre i danni che il
Piano della Giunta Bresso provocherà alla sanità piemontese. Erano presenti anche i consiglieri Mariangela Cotto, Ugo Cavallera e Gaetano Nastri di Forza
Italia, Gianluca Vignale e Agostino Ghiglia di Alleanza Nazionale.

Eccole in sintesi.

1) La Giunta non ha dato alcun elemento che attesti l’efficienza economica del Piano. Più volte chiesta e mai ottenuta, la quantificazione dei risparmi che, senza ridurre la
qualità delle prestazioni socio-sanitarie, saranno realizzati nell’attuazione delle misure del Pssr e dove la Giunta intende investirli.

2) Chiediamo che siano esplicati i criteri in base ai quali viene proposto l’accorpamento territoriale, al momento non noti, sottolineando alcune imprescindibili esigenze di coerenza:

a) la sede delle Asl extra-Torino deve essere individuata nel rispettivo capoluogo di Provincia, e ad Alessandria devono essere istituite due aziende territoriali;

b) i distretti sanitari devono poter negoziare e acquistare pacchetti di assistenza, servizi sanitari e tecnologie diagnostiche da strutture pubbliche e private accreditate, presso
qualunque Asl della Regione in grado di garantire servizi e prezzi migliori;

c) le aziende devono poter trattenere parte delle risorse derivanti dall’incasso dei ticket per l’assunzione di operatori del Pronto Soccorso, oggi carenti di organico;

d) si devono tutelare i piccoli presidi ospedalieri sul territorio, ad esempio a Galliate, Varallo Sesia e Gattinara, che non devono essere trasformati in strutture solo per
lungodegenza;

3) Vogliamo potenziare le strutture ospedaliere piemontesi, tutelando i livelli di eccellenza:

a) occorre evitare lo smantellamento della rete ospedaliera torinese (Regina Margherita, Oftalmico, S. Anna, Molinette), prefigurato dalla Giunta, puntando alla realizzazione della
Città della Salute nel territorio del Comune di Torino, per la evidente centralità del capoluogo regionale e l’accessibilità da tutto il Piemonte e dall’esterno;

b) i presidi dell’ex-Ordine Mauriziano, in particolare l’Umberto I, vanno riorganizzati, e integrati nel sistema sanitario regionale, secondo precise linee che la Giunta non ha ancora
precisato;

c) si devono definire con certezza le risorse disponibili per il nuovo ospedale di Novara, come secondo polo universitario del Piemonte in ambito medico;

4) Per un sistema sanitario effettivamente rispondente alle esigenze dei cittadini chiediamo:

a) misure precise per la riduzione delle liste d’attesa, attraverso una rete gestita dai medici di base, in collegamento con Asl e centri convenzionati, per prenotare e ricevere gli
esiti on-line;

b) riconoscimento della malattia di Alzheimer quale patologia a sé stante, causa di disabilità della persona, e individuazione di strumenti di cura, con un’apposita rete
assistenziale;

c) per rafforzare la prevenzione, un check-up gratuito per tutti i 35enni, ritenendo che i risparmi prodotti nel tempo consentano di auto-finanziare tale misura;

d) l’inserimento dei malati psichiatrici nelle strutture del territorio di residenza, evitando di sradicare il paziente dalla propria comunità relazionale;

e) una particolare tutela per il personale infermieristico, con precise garanzie per la professionalità per gli operatori provenienti da Paesi esteri, prevedendo l’aumento degli
organici attualmente sotto-media, istituendo la figura dell’infermiere di famiglia.