Piano sviluppo rurale piemontese

Dalle Regioni / Piemonte – Sviluppo rurale.

Forza Italia: «basta ritardi, bandi entro il 15 Marzo»

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Torino – A tre mesi dall’approvazione da parte dell’Unione Europea del Piano di sviluppo rurale la Giunta regionale non è ancora riuscita a emanare i bandi tanto attesi
dal mondo agricolo e da tutta la filiera agroalimentare, la denuncia proviene dal Gruppo regionale di Forza Italia, che ora intende porre una scadenza ultimativa, per evitare il blocco
dell’agricoltura piemontese, che ha un prodotto lordo di oltre 3 miliardi e mezzo di euro e dà lavoro a 68mila addetti.

«O la Giunta emana i bandi entro il prossimo 15 marzo – dice il consigliere Ugo Cavallera – o chiederemo la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio regionale per discutere
dei problemi provocati al mondo agricolo dalla mancata attuazione del Psr. E, a conclusione del dibattito, non escludiamo di presentare una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore
all’Agricoltura che ci sembra abbia sottovalutato la rilevanza del problema. A meno che lui stesso non decida di dimettersi, dal momento che non è riuscito finora a far partire il
programma che dovrebbe portare in Piemonte un miliardo di euro di investimenti».

Il Psr 2007-2013 era stato approvato già con grande ritardo dalla Commissione Ue, «a causa delle difficoltà incontrate dalle Regioni italiane nella negoziazione con
Bruxelles. Ciò chiama in causa il ruolo giocato dal ministro De Castro, che forse è stato debole, per non dire assente. E’ mancata la volontà politica di coordinare e
sostenere le Regioni in questo delicato passaggio. Così, non solo i Psr regionali sono stati approvati con gravissimo ritardo, tale da pregiudicare la prima annualità del piano,
ma le Regioni hanno dovuto accettare dall’Unione Europea molte limitazioni sulle misure».

Sono queste restrizioni, secondo l’esponente azzurro, che ora rendono difficile la stesura e apertura completa dei bandi, dopo che nei mesi scorsi erano state attivate provvisoriamente solo
alcune misure agroambientali e quella per il premio d’insediamento ai giovani agricoltori.

«Questo è il momento della verità – aggiunge Cavallera – perché nel predisporre i bandi ci si rende conto della distanza tra l’agricoltura «virtuale», che
emerge dal documento, e quella reale. Il fatto di aver concentrato le misure verso determinati obiettivi, che possono forse apparire più innovativi, rende difficile dare un concreto
sostegno alle aziende agricole piemontesi. Le difficoltà strutturali del nostro settore primario richiedono misure forse meno sofisticate, ma più incisive. Ora però non si
può più attendere. Inutile continuare a parlare di future, ipotetiche modifiche che forse l’Ue ci concederà. La Giunta deve far uscire i bandi o assumersi la
responsabilità politica di tenere nell’immobilismo un settore importante dell’economia piemonte. Con il concreto rischio che non si riesca ad assorbire le risorse stanziate nei tempi
stabiliti».

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    Cavallera: «con le osservazioni UE molti problemi di gestione»

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    Il Piano di sviluppo rurale che si spera di vedere approvato dalla Commissione Ue entro il prossimo 21 novembre, sarà comunque molto “spolpato” rispetto al progetto iniziale, e
    ciò comporterà non poche difficoltà di gestione.

    Oggi in Commissione Agricoltura a palazzo Lascaris, la Giunta ha riferito sugli ultimi sviluppi dell’iter del Psr, i cui tempi di approvazione preoccupano le organizzazioni agricole.

    “Finalmente – commenta a margine della riunione Ugo Cavallera, consigliere regionale di Forza Italia – la Giunta il 29 ottobre ha approvato un testo definitivo da sottoporre al Comitato
    Sviluppo Rurale della Commissione Europea. Non è ancora certo che non perverranno ulteriori osservazioni, dal momento che oltre alla direzione Agricoltura di Bruxelles, se ne dovranno
    occupare anche la direzione Ambiente e quella della Concorrenza. La Giunta Bresso ha deciso di accogliere sostanzialmente tutte le osservazioni avanzate dagli uffici Ue pur di ottenere il varo
    del documento, ma ciò avrà gravi ripercussioni sulle misure da gestire. E’ emerso chiaramente che le Regioni sono state lasciate in balia della Commissione, senza un ruolo
    efficace e incisivo del nostro governo e del ministro dell’Agricoltura, che in questi tempi sembra più impegnato a difendere l’industria di trasformazione alimentare piuttosto che le
    produzioni agricole di base”.

    L’esponente azzurro segnala i rischi che possono derivare dal diverso orientamento comunitario sulle misure agroambientali, per le quali è stata alzata la soglia dei comportamenti
    agronomici ritenuti obbligati e quindi non assoggettabili a contributo.
    “Ciò ridurrà – spiega Cavallera – la contribuzione per ettaro, in una Regione nella quale si tendeva a generalizzare anche nelle produzioni di massa le caratteristiche qualitative
    dei prodotti, riducendo l’utilizzo di sostanze chimiche, e privilegiando invece pratiche ambientalmente corrette. Un’altra questione riguarda il problema dei pagamenti, perché l’Unione
    Europea non verserà più alle Regioni i fondi necessari alle relative scadenze. Bruxelles pagherà solo un acconto del 3,5 % dell’ammontare del Psr, e successivamente
    verserà quanto richiesto dalle Regioni entro 45 giorni dai pagamenti effettuati ai beneficiari. Si attende che il Ministero attivi un volano finanziario per consentire alle Regioni di
    pagare puntualmente le singole misure”.
    Anche la lotta alla flavescenza dorata della vite, aggiunge Cavallera, “è una misura che andrà drasticamente modificata, a seguito delle richieste della Commissione Ue, riducendo
    le possibilità di intervento attualmente previste. Spero che ciò non comporti un abbassare la guardia rispetto a questo grave problema. Inoltre, a causa dei ritardi nel varo del
    Piano, la misura per i giovani imprenditori agricoli risulta preclusa a coloro che in questi mesi hanno superato l’età limite dei 40 anni. Si pensa ora a un’apertura anticipata del bando
    che auspico avvenga al più presto”.

    Infine, la Commissione Ue ha escluso, salvo poche eccezioni, il finanziamento relativo all’acquisto di macchine agricole, per cui Cavallera chiede alla Giunta di prevedere una misura ordinaria
    in conto interesse, finanziata con fondi propri, per sopperire a questa necessità, così come si è fatto per le imprese degli altri settori.

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