La crescita del Pil, espressa ai prezzi dell’anno precedente, è risultata pari all’1,5%, in decelerazione rispetto alla dinamica dell’anno precedente. Lo ha reso noto l’Istat, che ha
analizzato i conti economici nazionali negli anni 2001-2007.
La crescita del Pil italiano, dunque, è stata minore di quanto preventivato nel corso del 2007 ( 1,9%) e risulta in forte contrasto con la situazione di altri Paesi europei quali il
Regno Unito ( 2,9%), la Germania ( 2,5%), e la Francia ( 1,95).
L’Istat, comunque, ha reso noto che la crescita del Pil è stata accompagnata dall’aumento delle importazioni di beni e servizi ( 4,45%), che ha portato ad un incremento delle risorse
disponibili pari al 2,1%.
A sostenere la crescita in termini reali del Pil, inoltre, sono stati i settori dell’industria in senso stretto ( 0,8%), delle costruzioni ( 1,6%) e dei servizi ( 1,8%), mentre il valore
aggiunto del settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha fatto registrare una crescita pari a zero.
Sul fronte del mercato del lavoro, l’Istat ha segnalato che nel 2007 l’occupazione totale espressa in termini di unità di lavoro, al netto della cassa integrazione guadagni, è
aumentata dell’1,0% (ed in particolare del 1,5% i dipendenti e -0,4% gli indipendenti) ed i settori maggiormente coinvolti sono stati quello delle costruzioni ( 2,4%), dei servizi ( 1,1%) e
dell’industria in senso stretto ( 0,9%), quella del settore agricolo (meno 2,9%).
In aumento anche i redditi da lavoro dipendente, che hanno registrato il 3,5%, mentre le retribuzioni lorde sono cresciute del 3,6%: il settore agricolo, in particolare, si è attestato
sul 2,9%, l’industria sul 4,2% ( 3,8 l’industria in senso stretto e 6,1% le costruzioni) e le attività dei servizi sul 3,4%.