Pinsa romana, un viaggio nelle origini antiche della moderna pizza

Pinsa romana, un viaggio nelle origini antiche della moderna pizza

 

Un viaggio alle origini della mitica pinsa romana

Pinsa Romana e Pizza… quali sono le differenze?

La pinsa romana ha una storia affascinante e antichissima, poiché può essere considerata a tutti gli effetti l’antenata della moderna pizza. Tra le sue caratteristiche principali c’è senza dubbio un’altissima digeribilità oltre che un apporto di molte meno calorie rispetto alla pizza, nei confronti della quale si pone come alternativa nel nome della leggerezza.

Pinsa romana: Ritorno al futuro e alla buona cucina

La pinsa romana è di norma piuttosto sottile e croccante, così simile a un primo sguardo proprio al popolare piatto universalmente associato al Belpaese. L’impasto (per il quale si utilizza sempre acqua fredda) però è diverso, poiché viene realizzato con un mix di farine, riso, soia e frumento.

Inoltre la lievitazione dura un giorno intero – 24 ore -, un accorgimento questo che è in grado di assicurare la maggiore digeribilità. Bisogna viaggiare (parecchio) indietro nel tempo per riuscire a risalire alle prime tracce di questa pietanza sui generis: si arriva fino al Primo secolo avanti Cristo, perché esistono riferimenti alla pinsa nell’Eneide di Virgilio.

Enea, non appena giunto nel Lazio, ne fa infatti un assaggio. Ed è dal termine latino ‘pinsere’ che prende il suo iconico nome: tradotto significa ‘allungare’ e infatti la pinsa romana è una pietanza dalla forma allungata (non è mai circolare), preparata nella ricetta originale con ingredienti poveri (acqua e cereali misti). Una ricetta che, attraversando indenne le epoche storiche, è arrivata fino ai giorni nostri e viene fieramente interpretata con maestria in tutto il Lazio: se cercate una pizzeria a Guidonia, siete nel posto giusto.

Questa terra mantiene infatti intatto il legame con storia e tradizioni, rileggendole in chiave moderna e preservando sapori antichissimi.

Pinsa romana: Una pietanza con un curriculum d’autore

E’ possibile indicare alcune principali caratteristiche che la ricetta della pinsa romana presenta.
Innanzitutto bisogna ricordare l’inconfondibile forma ovalizzata o rettangolare (ma mai rotonda) e l’alta digeribilità. Ma è anche friabile (soffice all’interno e croccante intorno) e fragrante oltre che piuttosto sottile, caratteristica che la rende perfetta per abbinarla con condimenti light: pomodorini, mozzarella e scaglie di formaggio. Ad ogni modo, se gli ingredienti impiegati dovessero essere invece più calorici ci penserebbe la leggerezza dell’impasto a bilanciare il tutto.

Il segreto, come sempre avviene in cucina quando si punta all’eccellenza dei sapori, è di non farsi prendere dalla fretta e lasciarsi guidare dalla passione per il gusto. Ispirato, in questo caso particolare, da uomini che in tempi lontanissimi hanno avuto un’intuizione eterna. Quella della pinsa è una ricetta che veniva realizzata dai contadini nell’Antica Roma con ingredienti poveri: poco avevano a disposizione, anche per quanto riguarda i condimenti.

Si utilizzavano infatti (molto semplicemente) solo l’olio, il sale e qualche erba di tipo aromatico. Oggi questo piatto, pur restando saldamente ancorato ai suoi luoghi di origine, è conosciuto in tutto il mondo e negli ultimi anni c’è stato un boom di consensi. Una pietanza ‘friendly’, che potrà essere consumata anche da persone che facciano particolare attenzione alle calorie o seguano una dieta. Se avete realizzato una pinsa romana fai-da-te è bene infine sapere che la sua conservazione dura un paio di giorni, durante i quali prima di essere servita va riscaldata.

 

Redazione Newsfood.com

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