Pisa: E' Emergenza lupi, cinghiali e ungulati sulle colline pisane e nel volterrano

Pisa: I cinghiali e i lupi, ma anche cervi distruggono colture e raccolti, mettono a rischio la sopravvivenza della aziende e limitano lo spirito di impresa. A lanciare l’ennesimo
allarme alla vigilia della conferenza regionale sulla caccia ad Arezzo è Coldiretti (www.pisa.coldiretti.it) che su questo delicato capitolo che colpisce ogni giorno
l’agricoltura si sta battendo da mesi.

Il proliferare e l’immobilismo delle istituzioni, Regione Toscana su tutte, aveva portato l’organizzazione agricola a fare di questa criticità uno dei punti cardine
della grande mobilitazione di Firenze il 27 novembre. Gesti e iniziative che hanno innalzato l’attenzione sul problema ma non lo hanno ancora affrontato come ci si aspettava. Dai
cinghiali nelle colline pisane ai lupi (e cinghiali) nel volterrano, è un’emergenza senza precedenti.

“Dopo la grande iniziativa di Firenze che ha portato migliaia di imprenditori in piazza, pur avendo notato un aumentato interesse nei confronti del nostro settore, attenzione che
ci viene manifestata anche su un tema caldo come quello dell’emergenza selvatici – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa – prendiamo atto di quanto si
dichiara, alla vigilia della conferenza sulla caccia, ma ribadiamo che, da anni, stiamo attendendo interventi concreti. Ci attiveremo quindi perché le buone intenzioni si
traducano al più presto in realtà”.

Fatti e non parole, insomma, sollecita Coldiretti che, in questi giorni, ha fatto partire lettere destinate al prefetto, ai presidenti e assessori provinciali, ai presidenti delle
Comunità Montane e delle Atc, Sindaci e Assessori comunali e a tutte le istituzioni territoriali per sollecitarli ad intraprendere azioni, volte a fronteggiare un problema che
può essere gestito solo con interventi immediati e straordinari.

Coldiretti mette sul piatto fatti. Tre le proposte che saranno avanzate alla Regione: “Per affrontare la straordinarietà dell’emergenza servono provvedimenti
altrettanto urgenti a partire dal conferire poteri immediati alla Provincia – spiega la linea Filippi – poi piani di gestione per catture programmate anche nelle aree protette, e
accordi con i gestori dei parchi nazionali e regionali per ridurre gli ungulati”. Gli agricoltori intanto sono esasperati e ad aggravare la situazione ora ci si è messa
anche la congiuntura economica negativa.

“Il clima di difficoltà e profondo disagio che si avverte nella campagna ci obbliga a pretendere un drastico contenimento del numero degli animali. Le proposte di modifica
alla norma sulla caccia, come il foraggiamento, si possono ritenere un primo approccio, che sarà poco significativo se rimarrà isolato e non sarà supportato da
altre iniziative – interviene Simone Solfanelli, Direttore Provinciale dell’organizzazione – Gli annunci fatti dalla Regione non spostano comunque la nostra scelta di non
partecipare ai lavori della Conferenza sulla Caccia, che continuiamo a non ritenere strumento idoneo per affrontare e gestire l’emergenza. Pur essendo un meccanismo importante per
programmare lo sviluppo dell’attività venatoria e delle opportunità ad essa legate, siamo convinti che può essere utilizzata solo quando il numero degli
animali sarà tornato entro i limiti di sostenibilità per l’agricoltura e l’ambiente. Adesso, per come è stata concepita e per la grave situazione in cui
viene a collocarsi, rischia di apparire controproducente perché tende ad acuire le forti tensioni in atto”.

Intanto Coldiretti fa sapere che nelle prossime settimane continuerà a mettere in atto azioni per sollecitare soluzioni utili per risolvere il problema anche a livello locale
chiedendo un intervento delle istituzioni provinciali e comunali.

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