Più di 5 miliardi di euro per sviluppo e competitività se si riduce del 25 per cento il “peso” della burocrazia

Presentata a Roma la Petizione popolare della Cia per una maggiore semplificazione amministrativa. Politi: per le aziende il carico burocratico è divenuto insopportabile. Anche per i
cittadini i rapporti con la macchina pubblica sono sempre più complessi e difficili. Alla Conferenza stampa sono intervenuti il sottosegretario alla Politiche agricole, alimentari e
forestali Guido Tampieri, il presidente dell’Adusbef Elio Lannutti e il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci.

Oltre 5 miliardi di euro. Questa la cifra che può essere ricavata da una riduzione del 25 per cento del carico dell’apparato burocratico che nel nostro Paese pesa per il 4,5 per cento
sul Prodotto interno lordo (contro il 3,5 per cento dell’Unione europea). Una somma con la quale si possono mettere in moto interventi a sostegno della ripresa economica e, quindi, dei vari
settori produttivi. E’ questo uno degli elementi emersi, oggi, a Roma, nel corso della Conferenza stampa durante la quale la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha presentato la Petizione
popolare rivolta al Presidente del Consiglio per la semplificazione dei rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione. Alla Conferenza stampa hanno partecipato il presidente
nazionale della Cia Giuseppe Politi, il sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali Guido Tampieri, il presidente di Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari,
finanziari, postali e assicurativi) Elio Lannutti e il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci.

“Più semplificazione amministrativa e legislativa -ha affermato Politi- significa risparmio, trasparenza e, soprattutto, recupero di risorse che possono essere destinate allo sviluppo e
alla competitività. Oggi, in Italia, il carico burocratico fiacca non solo il sistema imprenditoriale, ma asfissia anche il semplice cittadino”.

“La nostra Petizione -ha aggiunto- è rivolta in questa direzione. Raccoglieremo firme in tutto il territorio nazionale per sollecitare una svolta, un cambiamento di rotta. Vogliamo che
la ‘macchina amministrativa’ sia più snella e più semplice. Le aziende e i cittadini non devono muoversi più con fatica nei meandri burocratici e sottostare ad una miriade
di adempimenti e di documenti”.

“I motivi che ci hanno spinto a promuovere l’iniziativa -ha sottolineato Politi- risiedono tutti nelle grandi difficoltà che la burocrazia in Italia (la più opprimente tra i Paesi
dell’Ue) pone alle aziende che, in questo modo, sono schiacciate da costi notevoli, sia di carattere economico che di tempi lavorativi”.

“Abbiamo a che fare -ha sottolineato il presidente della Cia- con un vero e proprio “mostro” dai mille tentacoli che impedisce di sviluppare in maniera adeguata l’attività
imprenditoriale. Con la Petizione vogliamo porre la parola fine a questa assurdità. Insomma, intendiamo assicurare nei rapporti con la pubblica amministrazione la certezza di tempi e il
riconoscimento dei diritti, semplificare i rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, ridurre il costo della burocrazia, valorizzare la sussidiarietà verticale e
orizzontale”.

“D’altronde, la semplificazione amministrativa, lo snellimento delle procedure e la riduzione degli oneri burocratici -ha rimarcato Politi- rappresentano un’esigenza fondamentale per una
società che deve crescere. Gli orientamenti dell’Europa vanno tutti in questa direzione, mentre l’Italia, purtroppo, è ancora di gran lunga indietro su tale particolare versante.
E la conseguenza è una sola: le aziende sono sempre meno competitive e i cittadini sono costretti a confrontarsi con un’amministrazione che richiede tempi lunghissimi e insopportabili,
costi sempre più onerosi”.

www.cia.it

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