Il sale in eccesso fa male, e nel nostro Paese se ne usa in eccesso. Le stime parlano di un consumo medio di 10 grammi di sale a persona, il doppio di quanto raccomandato
dall’Organizzazione Mondiale della sanità. Tale elemento proviene principalmente dagli alimenti (5%), dai processi di lavorazione e conservazione industriale (50%), e dalla
preparazione domestica o durante la consumazione (50%).

Per combattere il problema è stata creata, la settimana della consapevolezza del sale (Salt Awareness Week), lanciata dall’associazione WASH (World Action on Salt and
Healt) e sponsorizzata in Italia da 300 tra scienziati ed esperti nutrizionisti, tra cui la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana). Tale campagna ha lo scopo di promuovere
in ciascun Paese programmi per la riduzione del sale aggiunto nei prodotti alimentari.

Un eccesso di sale, infatti, aumenta il rischio legato all’ipertensione, all’infarto del miocardio e all’ictus cerebrale, ma accresce anche le probabilità di contrarre malattie
come il cancro dello stomaco, l’osteoporosi, la calcolosi e l’insufficienza renale; favorisce inoltre l’insorgere di patologie come il gozzo ed altre disfunzioni tiroidee.

Per questo motivo l’Unione Europea ha raccomandato di recente una riduzione dell’uso di sale alimentare nei paesi membri del 16% nei prossimi 4 anni; l’Italia sta
facendo la sua parte con il programma ministeriale «Guadagnare salute» in grado di promuovere stili di vita e comportamenti alimentari più salutari.

Innanzitutto, si fa notare al singolo consumatore come, diminuendo in maniera graduale ma progressiva la presenza di sale, si migliori la sensibilità gustativa, coniugando
così corrette abitudini alimentari e piacere per la buona tavola. Si cercherà di veicolare tale messaggio anche nella ristorazione, promovendo così cibi sciapi,
cioè con minor contenuto di sale, o, in alternativa, l’uso del sale iodato. Il fine è quello di creare un circolo virtuoso di domanda ed offerta con clienti
desiderosi di limitare l’uso di sale e operatori alimentari in grado di far fronte e promuovere i nuovi gusti.

Matteo Clerici