Pizza e libri: dal 1985 la celebre catena di pizzerie ‘Pizza Hut’ sponsorizza un programma di incentivazione alla lettura che coinvolge 22 milioni di alunni delle scuole elementari americane.
Si chiama ‘Book it’, e consiste nel premiare gli studenti che avranno letto un certo numero di libri in un arco di tempo prefissato con un buono pizza. Molti insegnanti si sono dichiarati
soddisfatti per i risultati raggiunti sino ad ora e il programma aveva ottenuto l’approvazione sia negli ambienti educativi che in quelli politici: lo stesso Ronald Reagan si era congratulato
con la multinazionale del fast food al momento del lancio dell’iniziativa. Ma ultimamente ‘Book It’ ha cominciato a far nascere una serie di polemiche. Se in Italia la pizza è infatti
considerata un piatto bilanciato e nutriente, negli Stati Uniti questo piatto, specie quello delle catene, è considerato come ‘junk food’, ovvero cibo spazzatura, a causa dell’alta
concentrazione di grassi presenti.
In un periodo in cui si sta lottando contro l’obesita infantile, eliminando persino i distributori automatici di bibite gassate dalla scuole, premiare gli alunni con ‘Pizza Hut’ è, a
detta degli avversari dell’iniziativa, assolutamente negativo.
C’è anche chi protesta contro il programma perchè sostiene che si basi su un metodo educativo completamente errato. Alfie Kohn, autore di numerosi libri sull’educazione parentale,
sostiene che “tanto piu i bambini vedranno ai libri come ad un modo per ottenere pizza, tanto minore sarà il loro interesse nella lettura di per sè. Gli alunni tenderanno cosi a
leggere i libri più facili e brevi in maniera tale da finirli nel piu breve tempo possibile”.
Sono ben duecento milioni le pizze già regalate agli studenti nel corso degli anni: un’operazione pubblicitaria ben riuscita per la catena di pizzerie originaria di Dallas ma con oltre
34.000 sedi sparse per il mondo: il vincitore, infatti, si reca solitamente da Pizza Hut a ritirare il premio in compagnia della propria famiglia che a sua volta consuma qualcosa, ma a
pagamento.

Fonte: www.puntobar.com