Po: il grande fiume aspetta di essere valorizzato, chiamata per 70 sindaci

Po: il grande fiume aspetta di essere valorizzato, chiamata per 70 sindaci

 

IL GRANDE FIUME TORNA IN AUGE.

Progetto preliminare di Comolli per valorizzare distretti produttivi da Piacenza a Ferrara. Comolli: “Ho bisogno che 70 Sindaci ci credano, a cominciare da Parma. La Regione aspetta il via. Potrebbe resuscitare il grande progetto di promozione già approvato dal Cipe nel 2007. Il Po è una risorsa, non un problema. Il fiume Po deve essere riconosciuto come distretto fluviale europeo a tutti gli effetti. Oggi non lo è ancora!”Comolli

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Un gruppo di imprenditori privati, già partner di “UnPOxExPO2015”,  l’iniziativa collaterale ad Expo Milano  che ha centrato l’obiettivo  di estendere l’interesse di molti visitatori  alle città e alle aziende agricole fluviali, ha messo a punto un progetto di “valorizzazione fluviale” che la Regione ha accolto e battezzato  “UnPOgrande” sul quale ha puntato l’obiettivo di ottenere  finanziamenti UE previsti dal fondo destinato al Central Europe Program dal 2017 al 2020 che prevede  forti stanziamenti per una “idea” innovativa tecnologica, formativa, di sviluppo&ricerca, legata alla produttività agroalimentare e alle tipicità specifiche di una area territoriale italiana con alto valore aggiunto. Un mix che coinvolge diversi soggetti istituzionali ma anche privati, che può integrarsi ed essere piattaforma di altre iniziative già in fase di avviamento, ma collegate, come quella dell’area vasta turistica e quella del MedioPO Unesco, compreso anche già azioni concrete esistenti come quelle dei parchi-ambiente, motonautica, portolani.

Al momento il progetto è già stilato per grandi linee, ma è ancora in fase di avviamento. La Regione chiede preventivamente una adesione e un consenso da parte degli Enti Locali (Sindaci), prima di avviare tutto l’iter burocratico sia interno che verso la Commissione Europea.

Lungo il PO Giampietro Comolli

Lungo il PO Giampietro Comolli

Il progetto ufficiale è trasversale ai settori agricoltura, ambiente, turismo, produzione, formazione. La stesura del piano di lavoro definitivo vedrà tutti coinvolti e partecipi prima di essere presentato a Bruxelles. La Regione è l’unico soggetto deputato alla programmazione e al controllo, essendo il punto di riferimento per tutti i Sindaci e i comuni della destra PO. Il referente, per competenza al finanziamento e alla organizzazione del Central Europe Program , è Patrizio Bianchi, assessore alle politiche comunitarie, formazione, ricerca, università. Mente la consigliera Marcella Zappaterra rappresenta il referente per Presidente e Giunta.

“Condizio sine qua non” – spiega Giampietro Comolli, già capo del progetto UnPOxExPO, già ideatore del fiume come patrimonio Unesco unitario e referente degli stakeholders di Piacenza e Parma all’interno del progetto – è la raccolta delle adesioni formali dei Comuni coinvolti: settanta Sindaci fra rivieraschi e di confine da Gorino a Piacenza.  Già diversi sindaci di Ferrara e Reggio Emilia, dove operano altri partner come Alberto Cavicchi, Cristina Biancardi, Mauro Battaglia in rappresentanza di stakeholders,   hanno sottoscritto la manifestazione d’interesse.

Mancano Parma e Piacenza.
E’ un’ occasione da non buttare che necessita una formalizzazione iniziale entro il 30 marzo. Vorrebbe dire – sottolinea Comolli – rinunciare a una occasione per fare sistema fra comuni diversi. Bisogna andare oltre alle difese del suolo e idriche. Il fiume Po è una risorsa economica, anche occupazionale, oltre che attrattiva.

Il progetto è molto vasto, aperto al contributo di ogni Sindaco che partecipa, e punta sul valore economico, sociale, civile dei diversi prodotti agroalimentari e enologici doc, dop, igp, stg, De.Co. prodotti lungo l’asta fluviale. Si tratta di un progetto pubblico-privato che può attingere a fondi importanti attraverso la mega-azione della Commissione Europea, denominato Central Europe Program.

Diversi milioni di euro, questo è l’obiettivo, che possono arrivare entro il 2017 alla Regione e quindi distribuiti ai Comuni. Ottenuta l’adesione dei Comuni, speriamo tutti, ma anche in maggioranza il progetto prosegue, fondamentali saranno gli imprenditori agroalimentari, le imprese agricole multifunzionali e specializzate, gli operatori dell’ospitalità e dei trasporti, i titolari di attività connesse al fiume, al commercio, all’intrattenimento.

Tutto parte dai prodotti tipici alimentari, ma la valorizzazione e promozione riguarda tutti i settori collegati.  Lungo il Po ci sono poi già siti Unesco riconosciuti, come quello di Parma-città e quello nascente del Medio-Po fra Parma-Piacenza-Cremona che saranno partner e artefici del programma più ampio, come vuole l’Europa.

 

 

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