Roma – Approvato dalla Giunta regionale l’ampliamento della Rete per le malattie rare con l’istituzione, presso il Policlinico di Tor Vergata del primo centro regionale di
riferimento per la lotta alla sindrome di Marfan, malattia genetica classificata tra quelle rare.

«Nella prima Giornata europea dedicata alle malattie rare – dichiara l’Assessore alla Sanità Augusto Battaglia – un segno tangibile dell’impegno della Regione Lazio per la ricerca
e la cura delle malattie rare». Il Centro di riferimento regionale che avrà come bacino d’utenza tutto il centro sud d’Italia, sarà diretto dal prof Luigi Chiariello,
direttore della cardiochirurgia del Policlinico Tor Vergata. La struttura è dedicata alla diagnosi precoce della malattia, e all’assistenza e alla cura.

La malattia che ha incidenza di 1 caso ogni cinquecentomila abitanti richiede un’accurata diagnosi per evitare gravi complicanze dell’apparato cardio-vascolare. La sindrome di Marfan colpisce
indifferentemente persone di entrambi i sessi: una malattia ereditata da uno dei due genitori, a sua volta affetto, nel 75% circa dei casi, mentre nel rimanente 25% si tratta di una nuova
mutazione. La sindrome è una condizione medica, classificata come un disturbo ereditario del tessuto connettivo che colpisce le ossa ed i legamenti, gli occhi il cuore ed i vasi
sanguigni i polmoni. Il termine «sindrome» si riferisce al fatto che questo gruppo di segni e modificazioni fisiche compaiono insieme abbastanza spesso da permettere ai medici di
riconoscerne la presenza. E’ importante nella comprensione della natura e delle cause di una sindrome riuscire a prevederne il corso negli individui colpiti ed individuarne le forme di
trattamento.

«A tutt’oggi nella capitale e in tutto il sud Italia – ha dichiarato il professor Chiariello – non esiste un polo di riferimento riconosciuto per la Sindrome e le malattie correlate. Le
persone affette, e i loro famigliari erano costrette a rivolgersi ai centri di Milano, Firenze e Bologna, affrontando disagi considerevoli, per poter essere presi in cura da medici.

«La scelta di Tor Vergata – aggiunge l’Assessore alla Sanità Augusto Battaglia – si è imposta grazie all’esperienza maturata dai medici che operano in questo ospedale nel
reparto di Cardiochirurgia e nel Servizio di Emodinamica»