Un centro di selezione in grado di trattare fino a 40 mila tonnellate annue di raccolta differenziata degli imballaggi in plastica provenienti dalla Regione Lazio.

A realizzarlo è il nuovo impianto di ‘remaplast‘, che opera per conto di Corepla, inaugurato oggi a Pomezia. Le balle di plastica ‘in entrata’ nell’impianto di circa 4 mila metri
quadri, sono costituite dai materiali che i cittadini separano e conferiscono al circuito urbano.

Il separatore balistico, uno degli strumenti di selezione, è costituito da 6 balle in acciaio, che separano i rifiuti in base al peso; un altro separatore a magnete permanente cattura
invece la frazione dei residui ferrosi e li scarica automaticamente, senza mai toccare il flusso in movimento. Il terzo separatore distingue i metalli non ferrosi trasportati su nastro dal
resto dei materiali, sfruttandone la capacità di condurre elettricità. Inoltre, l’impianto all’avanguardia per le tecnologie utilizzate tra le migliori in Europa, è dotato
di un sistema ottico a raggi infrarossi: questo è costituito da uno scanner da 80 mila punti al secondo, dotato di 4 lettori ottici distinti, che separano, mediante gettiti d’aria, i
differenti materiali, ottenendo cosi’ diversi tipi di flusso.

“E’ finito il momento del ‘parlare’ – ha detto il presidente dell’Ama, Giovanni Hermanin, intervenendo all’inaugurazione del nuovo impianto – purtroppo, nel decennio passato, si è
data una risposta alla consapevolezza sui rifiuti del tutto inadeguata e parziale. Basti pensare, che dal 2001 al 2006 i rifiuti sono aumentati di 300 mila tonnellate, un dato questo
preoccupante e che ci deve far riflettere”. “Tale fenomeno – ha continuato Hermanin – può essere invertito nella sua dinamica, ma ha bisogno di strumenti integrati tra loro
che devono produrre effetti. Oggi quindi dobbiamo passare ai fatti: realizzare impianti come questo di Pomezia e fare rete con soggetti privati, oltre ad un quadro normativo programmatico
certo. Il problema della gestione dei rifiuti -ha concluso Hermanin- si affronta in maniera adeguata, lavorando sul recupero di materie e, in secondo luogo sul recupero di energia. E l’Ama
è impegnata in questo senso”.

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