“Portate il cuore 2011”: La location è stata quella del ristorante La Rinascente a Palermo

“Portate il cuore 2011”: La location è stata quella del ristorante La Rinascente a Palermo

Era un fine Ottobre del 2010 quando Pia Berlucchi, Amministratore Delegato dell’Azienda Agricola Fratelli Berlucchi, da lei gestita insieme ai fratelli
Francesco, Gabriella, Marcello e Roberto, presentò a Palermo il suo itinerante “Portate il cuore”. Lo scorso 20 Giugno, la Sig.ra Berlucchi,
è tornata di nuovo in città, questa volta portando con sé qualche cassa di Franciacorta Brut Rosè, ma anche portando
principalmente il suo cuore ai palermitani, campanilisticamente grati per le meravigliose parole da lei profuse nei confronti della Sicilia in conclusione dell’evento.

Il Franciacorta Brut Rosè in questione è uno metodo classico millesimato del 2007, prodotto con uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, quest’ultimo vinificato in rosato. Per
chi non lo sapesse, il termine millesimato indica uno spumante, o uno champagne, prodotto utilizzando un’unica annata di vino, è infatti prassi comune fare blend di annate diverse.

Per quanto riguarda la vinificazione rosè, invece, si ottiene lasciando le bucce nel mosto per un determinato periodo; le bucce di uva nera contengono delle sostanze chiamate “antociani”
che, oltre ad avere proprietà antiossidanti, hanno anche la peculiarità di conferire una colorazione rossa naturale; gestendo la permanenza delle bucce nel mosto si può
così “regolare” il colore finale del vino.

Infine, devo spendere un paio di parole anche per il “metodo”, le bollicine si possono creare in due modi: velocemente col metodo Charmat, sottoponendo
il vino in un’autoclave durante la fermentazione, processo che, in un tempo relativamente breve, agevola la formazione di anidride carbonica; oppure lentamente col metodo classico, o champenois, dove la cosiddetta presa di spuma viene effettuata in mesi e mesi di fermentazione in bottiglia. Il metodo classico consente al vino
di acquisire profumi e sapori di solito ineguagliabili se confrontati con lo Charmat, non per niente è il metodo inventato dai francesi per la preparazione dello champagne.

La location che ha accolto questo “Portate il cuore 2011” è stata quella del ristorante La Rinascente in via Roma a Palermo, gestito sin dalla sua
apertura da Peppe Giuffrè. In città, si sta sempre di più diffondendo l’abitudine di spostare all’ultimo piano il ristorante di un edificio, hotel o centro commerciale che
esso sia, in modo da poter godere dello spettacolo costituito dai bellissimi tetti appartenenti al centro storico. Così è stato anche per La Rinascente, recentemente
ristrutturata, il cui ristorante gode appunto della vista della prospiciente e barocca Chiesa di San Domenico e della sua omonima Piazza, adorna di una statua dell’Immacolata, posta su di una
colonna che le fa da altissimo piedistallo.

La serata è stata realizzata sotto l’egida degli “Amici PerBacco” di Dario Guarcello, associazione culturale nota per la manifestazione “Castelbuono Paese DiVino”, rappresentata da
Guarcello stesso e dalla sua delegata regionale e sommelier Francesca Tamburello, organizzatrice della serata; l’evento ha visto anche la partecipazione dell’Union Europèenne des
Gourmets Italia, rappresentata dal suo Presidente Nazionale e sommelier, Guido Falgares. L’unione Europea dei Gourmets è un’associazione il cui scopo primario è quello di
valorizzare le eccellenze enogastronomiche del territorio, anche dal punto di vista storico, capillarmente regione per regione, in tutta Europa.

L’enorme afflusso di pubblico, ben 270 persone, ha creato qualche disservizio, ma il successo di una manifestazione non si misura forse anche con le presenze? In compenso l’ottimo cibo
preparato dallo staff di Peppe Giuffrè non è assolutamente mancato, come invece potrebbe far credere lo straordinario overbooking. Se è mancata qualche forchetta,
sicuramente non è mancato il servizio dei sommelier, squadra ormai rodata di professionisti del vino. Salvatore Pinto, Caterina Petrosillo, Maria Antonietta Pioppo, Renato Di Franco e
dulcis in fundo Giuseppe Butera, che oltre ad essere sommelier è anche docente all’alberghiero Piazza di Palermo, hanno accompagnato con grazia ogni goccia di rosè versata nel
bicchiere.

Numerosi i visi noti tra i partecipanti, Filippo Di Matteo, Sindaco di Monreale, Franco Picone, dell’omonima enoteca, Totò Cappello, maestro pasticciere, Dario Pennica, editore di Enos,
Alma Torretta, giornalista e relatrice di guide sui vini, Fabrizio Carrera di Cronache di Gusto e tanti altri che spero perdoneranno la defaillance della mia memoria. In cucina, invece, durante
il mio backstage gastronomico, ho conosciuto Said, un pittoresco tunisino arrivato tanti anni fa, da ragazzo, in Italia con la passione della cucina e che ha sempre svolto questo lavoro con la
dedizione che esso merita, naturalmente come un vero maestro del cous cous. Dopo Said ho avuto modo di conoscere anche Francesco Piparo, giovane promessa della cucina di Giuffrè.

I quattro tavoli imbanditi per l’occasione invitavano il partecipante ad un giro intorno al mondo, simboleggiando i quattro continenti: Europa, Africa, Asia e Sud America, con i corrispondenti
influssi nei cibi. Inutile elencare qualche piatto, erano tantissimi, un potpourri di sapori e profumi etnici, ma anche rigorosamente locali come il timballetto di anelletti al forno oppure le
sarde a beccafico. Dulcis in fundo, la serata si è chiusa con due gigantesche torte a forma di Sicilia, complete di vulcano Etna, forse un pò troppo spostato verso Ragusa ma
consideriamola come una licenza… pasticciera, il tutto completato da numerosissimi muffin preparati in vari gusti.

Maurizio Artusi

per Newsfood.com

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