Post #Coronavirus: cambiare stile di vita, migliorare consumi nel rispetto dei diritti e doveri della Costituzione della Repubblica Italiana

Post #Coronavirus: cambiare stile di vita, migliorare consumi nel rispetto dei diritti e doveri della  Costituzione della Repubblica Italiana

Prepariamoci per un DOPO #Coronavirus: Dobbiamo cambiare stile di vita e consumi nel rispetto dei diritti e doveri della Costituzione della Repubblica Italiana da parte di tutti i cittadini ma, in primis, da parte di chi dovrebbe farla rispettare

Le istituzioni devono dare un taglio a certe burocrazie. Semplifichiamo la vita di tutti.  Eliminiamo tutto l’inutile. Ci vuole un cambio strutturale dell’economia. L’Italia deve far conoscere il proprio impegno, coraggio, rettitudine prima degli altri. Basta monetarismo, spread, incompetenze di vertice, politici saccenti su tutto, burocrati che imbrigliano la politica. Coraggio e rispetto. Forza e determinazione.  

 

Innanzitutto il Governo deve capire che la situazione è tremenda.

(n.d.r. … non solo per noi cittadini ma anche per la sopravvivenza del Governo stesso, delle istituzioni… ogni orologio -piccolo e semplice o grande e complicato che sia, necessita di tutti i suoi ingranaggi per funzionare…).

Ci vogliono soluzioni urgenti forti, draconiane. Accusare cassandre ovunque è sbagliato. Bisogna accettare critiche/consigli: non si ha la verità in tasca stiracchiando la Costituzione che, nella legale dialettica e democratica condivisione, necessita di un ammodernamento proprio alla luce di questi fatti.

E’ vero che sanità è una cosa, economia un’altra, finanza un’altra ancora. Ma il #coronavirus  ha unito tutto, senza far resuscitare psicanalisti della comunicazione (i migliori in questo momento stanno zitti e non partecipano a talk show) e imprenditori sponsor di partiti o di politici, tempo x tempo. Grazie agli imprenditori dei 10 milioni di contributo.

Mi auguro che stacchino l’assegno direttamente alla fabbrica dei respiratori, alle ditte farmaceutiche, agli ospedali per nuove stanze e nuovi medici, ai grandi laboratori di ricerca, e non lo buttino nel calderone.

(n.d.r. … troppe volte si è assistito ad azioni umanitarie, di assistenza, di aiuti che sono partiti ma… non sono poi arrivati, si sono persi per strada o hanno raggiunto altre mete… per nulla bisognose).

Il  problema vero è che a dicembre 2019 qualche scienziato italiano aveva già anticipato qualcosa di pesante: ma non era dentro i gangli del sistema politico/istituzione ed è stato preso sotto gamba da OMS e ISS cioè da chi avrebbe dovuto alzare subito le antenne con il primo caso a Wuhan. L’OMS sembra quasi l’ONU, o peggio la NATO o la FAO… tante persone al lavoro e nessuna risoluzione dei mille problemi di fame nel mondo da decenni, di difesa delle libertà dei popoli, di diffusione dei modelli di uguaglianza sociale e civile, di difesa delle minoranza, di supporto alle migrazioni, di tutela dei flussi in fuga da guerre locali continue.

[ n.d.r. quanto guadagna -si fa per dire… per non usare un altro verbo- un funzionario medio dell’ONU? Stipendio base +” … a Roma è del 63%, a Ginevra essa raggiunge il 104,1%. In tal modo, lo stipendio fa un po’ più che raddoppiare, arrivando alla rispettabile cifra (netta ed esentasse) di 192.956,14 Usd (circa 12.400 euro al mese)” – vai alla notizia .]

Non si riesce neppure a capire chi appoggia o non appoggia chi fra i vari capo-popolo. Anche il mondo politico è sottosopra: in neanche 2 anni il movimento 5Stelle è passato dal 35% del consenso al 9%. Mai successo.

Ma vediamo cosa fare di concreto, subito, nel lungo periodo, causa il #coronavirus. Innanzitutto abbiamo capito che di fronte a una pandemia o a un fatto eccezionale fuori dai paradigmi classici della economia-finanza voluta-creata da chi ci governa, la speculazione finanziaria crolla, la liquidità e l’oro diventano indispensabili.

Eppure la 2° Guerra Mondiale già ce lo aveva insegnato. Serve di più un capitale sociale, umano, tecnico e civile per una vita sana, piuttosto che un ricco portafoglio di azioni e obbligazioni private e pubbliche: se manca liquidità (e ciò esiste dal 2008 senza alcuna ripresa e senza che per 12 anni nessun rimedio proposto abbia sortito effetto) c’è il crollo totale di una economia-finanza basate entrambe sull’acquisto e sulla vendita.

Un paradigma e una teoria economica portata avanti negli ultimi 40 anni dal fior fiore del premi Nobel della economia, premiati per scoperte matematiche, logaritmi, teorie di calcolo, formule ed espressioni geometriche cartesiane adagiate dentro il pensiero-diktat e non per analisi della economia reale e l’uso dei fondamentali economici per uscire dalle crisi, recessioni, default di Stati…

In 20 giorni di #coronavirus si è azzerato ogni dibattito su Austerity e Flexibility.
Chi guida lo spread immediatamente ha voluto mostrare i muscoli contro la solita italietta mentre tutti i Paesi soffrono: ma intanto dal 140 a 300 il profitto per pochi c’è stato.

Non esiste il capitalismo infinito dice il gruppo di amici economisti come Nicholas Kaldor, Hyman Minsky, Giampaolo Rossi, Luigi Pasinetti, Ann Pettifor, Ha-Joon Chang che chiedono da anni cambiamenti strutturali dell’economia, netta separazione con la finanza che specula, più controllo dei movimenti in bianco e in nero, nuova frontiera della crescita economica-sociale insieme in stato liberale, distribuzione equa del reddito… che non è l’assurda  decrescita felice.

Non è neppure una battaglia fra il binomio BocconiMcKinsey e CattolicaInsead dall’altra. L’economia non deve essere una gabbia della vita umana, la finanza non deve fare prigionieri perenni con un oligopolio che ha una liquidità giornaliera da investire fra i 50-70 mld/dollari per cui un +2/3% di spread o aumento di Wall Street vuol dire un profitto da 2/4 mld/dollari in contanti in 24-36 ore!

 

In periodi di recessione solo l’espansione della domanda ha effetti sulla occupazione, produzione, salari, consumi… certo con alcuni binari e scelte sociali e legislative. Quello che si perde non si recupera: non è una valutazione pessimistica, è un dato economico.

Siamo prigionieri di un modello economico che deve essere cambiato. E’ più importante salvare e pulire l’acciaieria di Taranto o il comparto del sale italiano, piuttosto che continuare a perdere miliardi in Alitalia che oggi non ha più le funzioni di bandiera: da anni ci sono 150 gravi situazioni industriali che vanno risolte.

Non deve diventare un dilemma nazionale se le scuole chiudono il 1 marzo invece del 1 giugno: gli studenti non perdono un anno e didattica, tanto sono sempre tutti promossi tutti gli anni, prima la salute di tutti!

Bisogna creare liquidità immediata nelle tasche degli italiani, non basta spostare di 30 giorni i pagamenti fiscali e le bollette… Bisogna investire fortemente nel futuro. Non azzardo ma ci sarà bisogno di almeno il 10% del Pil nazionale perché il #coronavirus è solo il mezzo del disastro: blocco produzione, depressione, rinunce, abbandoni, 90% delle piccole imprese ferme, le multinazionali con problemi da est a ovest, una medicina che non c’è, un vaccino che arriverà… oggi l’economia non è più un calcolo aritmetico e di teorie matematiche.

Oggi l’economia è influenzata dal matrimonio dei figli, dal fatto di essere nonno, di avere 70 anni ed essere solo in casa… è una economia integrata; e anche i parametri e i paradigmi devono cambiare. Forse una saggia patrimoniale, per tutto, da un gradino in su e in modo non lineare può essere il vero strumento solidale, ma equamente fra pubblico e privato: su 850 mld/euro di spesa annua per far funzionare la macchina pubblica, ne possiamo risparmiare 50-60?

Mantenendo il numero di addetti, riducendo gli stipendi sopra i 60.000 euro lordi annui, aggregando appalti, gestendo in comune spazi, uffici, palazzi: a Roma ci sono palazzi interi pubblici occupati per il 20/30%, con costi fissi altissimi. Sono contrarissimo all’1% di patrimoniale lineare sui depositi degli italiani in banca, ovvero 41 mld/euro.

Allo stesso totale si arriva alzando al 2/3% il prelievo solo a chi ha più di 1 milioni di euro; lo stesso dicasi per i titolari di azioni, obbligazioni, bond al di sopra di 1 mio/euro per un 5% di solidarietà che in parte può essere portato in deduzione del reddito fino a incapienza.

L’Europa fa ridere con 25 mld/euro: deve emettere eurobond per almeno 1000 mld di euro, ridurre i propri costi fissi in termini di sedi, palazzi, uffici, addetti, riducendo anche stipendi alti. Questa è vera solidarietà e sostenibilità nei fatti non a parole:  costa 5 mio/euro ogni 15 gg la plenaria da Bruxelles a Strasburgo.
E’ proprio necessario che il carrozzone si sposti con anche 1000 autoveicoli?

 

Non diamo elemosine buttate al vento, non cloniamo redditi di cittadinanza che sono stati inutili, addirittura niente gettoni che sono inferiori al vaucher del disoccupato perenne. L’Italia deve cogliere l’attimo soprattutto per interventi tecnologici negli uffici pubblici (la app tecnologica di uscite di cassa non è accettata da tutti), strutturali e infrastrutturali: diffusione del 5.0 per ogni cosa, dal pagamento del medico all’acquisto dei libri scolastici. 3 mesi senza lo stipendio al 100%, ma sapendo che dopo c’è il rinascimento,  è superabile da tutti.

Oggi sarebbe utile un condono fiscale e tributario su tutte le multe, sanzioni, gabelle, bolli che danno fastidio non solo alle tasche ma anche alla testa e non salvano il bilancio dello Stato o riducono il deficit statale.  Non è né polemica sterile né attacco personale: ma esiste un SSN vero o devono funzionare le ASL regionali? Non si può pretendere di ricevere il profitto vietando l’autonomia, quando poi si lasciano le Regioni da sole.

Abbiamo bisogno di tecnologia, ospedali attrezzati, ospedali costruiti per le nuove esigenze patologiche. Troppo difficile? L’Europa deve condonare in parte il contributo nazionale degli Stati in difficoltà e che non hanno mai avuto lo “ sconto”: almeno un 25-30% annuo per 5 anni sarebbe un altro vero segnale di solidarietà.

Tutte le altre scelte sono fandonie. Con meno burocrazia uno Stato è più agile, veloce e meno costoso.

(n.d.r. … ma è questa la volontà di chi ci dovrebbe governare nel rispetto della Costituzione Italiana? … siamo ancora uno Stato Sovrano o c’è qualche burattinaio che tira i fili…?)

Leggi speciali di 200 pagine, che poi speciali non sono,  passano sì alla storia, ma una semplificazione di interventi e di modelli denoterebbe la fine di uno Stato Mamma Bizantino.  L’Italia ne ha bisogno se vuol stare in Europa al pari dei Pares: basterebbe un bis-Conte che immettesse liquidità diretta forte (non passando per le banche) e svolgesse la funzione di sostituto d’imposta per i cittadini bisognosi su 3 canali ben definiti: bollette, fiscalità, tributaria.

Ci vogliono cache circa 14-16 mld/euro mese. E’ sufficiente chiudere l’Agenzia Entrate per 90 giorni, intanto.

Infine consentitemi una proposta strong-hard sulle pensioni, per equità vera: esiste un obbligo di accesso alla pensione, deve anche esistere un limite massimo di elargizione, almeno al di sopra di una cifra minima. L’Inps dovrebbe favorire, a gradini decrescenti, entro un limite massimo di 4000 euro/netti/mesi per nucleo famigliare di 2 persone, un prepensionamento a tutti dopo 35 anni di contributi con una trattenuta del 5% per ogni anno di anticipo rispetto alla data giusta. Una patrimoniale per redditi da pensione superiori a 5000 euro/netti/mese va messa in conto per uguaglianza, crescente in base al reddito.

Infine l’Inps ha sempre fatto i calcoli dei contributi da versare durante la vita lavorativa ipotizzando massimo 25 anni di restituzione con pensione. Anche questo deve diventare un limite: da 67 anni si calcolano massimo  25 anni di pensione,  sempre per reddito superiori a 4000 euro per nucleo, a scalare. Questo è un altro tabù?

 

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
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