PRAECLARUS BRUT – CANTINA PRODUTTORI DI SAN PAOLO APPIANO

PRAECLARUS BRUT – CANTINA PRODUTTORI DI SAN PAOLO  APPIANO

PRAECLARUS BRUT, NASCE NEL 1979 GRAZIE AD ALCUNI PIONIERI DELLA CANTINA PRODUTTORI DI SAN PAOLO A APPIANO

ALTO ADIGE DOC, SIMBOLO DI UNA VITIVINICOLTURA SOCIALE GESTITA DA IMPRESA PRIVATA

 

Alto Adige, Bolzano, vini Doc, accoglienza: è un tutt’uno. Questa è l’impressione che abbiamo colto nel nostro viaggio da saggiamentale o saggiamentare (dall’antico latino il nome degli assaggiatori di vini e bevande) e non sommelier.

Thomas Augscholl resp Idm Promo Vino

 

Bolzano è una città del vino, dice Thomas Augschöll, referente Public Relations Vini Alto Adige presso IDM Alto Adige, e lo dimostra con tutte le iniziative, eventi, strade del vino che si dipartono verso i laghi e verso Merano.  La presenza di tanti turisti stranieri, americani e inglesi, alla ricerca di percorsi naturalistici, ne è la prova.

Bolzano è molto tedesca, ma anche molto italiana: un mix che se ben dosato e con l’asticella verso l’alto difficilmente ha paragoni simili o offerte migliori. E a pochi minuti dal centro, tante stupende cantine, come l’antica cantina dei Produttori di San Paolo, ad Appiano,  sulle strada per Caldaro.

Wolfgang Tratter Kellerei St Paul

Qui ad accogliermi Wolfgang Tratter, enologo, guida in cantina e nei vigneti, un esempio da imitare. Direi da clonare per tante altre cantine fuori dall’ Alto Adige. Persona schietta, capace, chiara, semplice. Lo incontriamo in pieno cantiere: anche la Produttori di San Paolo www.stpauls.wine  , come altre cantine a Bolzano, sono in pieno rinnovamento, ampliamento, miglioramento. Segno positivo!

St Paul Cantina bunker spumante

Visitare le cantine dell’Alto Adige è sempre una esperienza interessante. Soprattutto le cantine che chiamiamo cooperative o sociali ma che nella gestione, organizzazione, impegno non hanno proprio nulla da spartire con altre cantine italiane (e non solo italiane) presenti in altre regioni.

Nessuno me ne voglia, ma l’esperienza di 40 anni di vita in cantina, mi obbliga ad essere sincero. Basterebbe copiare. “…forse è la nostra convinzione e abitudine a vedere il lavoro come un fattore collettivo: se lavoro bene io, lavora bene e anche di più il mio vicino, e tutti cresciamo e stiamo meglio” questa considerazione di Thomas in libertà di parola e fuori da ogni intervista sicuramente è non solo una risposta a tante domande ma anche illuminante di un sistema ben consolidato attivo dei produttori di vino a Bolzano.

St Paul Cantina Bunker per spumante

Sia un piccolo viticoltore di Gries-Lagrein o di Santa Maddalena, o a Terlano o a Caldaro, a Merano o a Colterenzio. Non c’è differenza e la cantina di San Paolo, non è diversa dalle altre, ma fa la differenza.

Wolfgang Tratter tra i filari

Pronta la nuova linea di vinificazione. Wolfgang ne parla come di una parte della sua vita, si capisce che non è solo l’enologo. Una grande passione che riesce a trasferire benissimo, che ti fa sentire a tuo agio ma nello stesso tempo non lascia spazi alla fantasia. Ogni dettaglio punta a elevare la tecnica produttiva, allarga orizzonti e aggiunge spessore, fa crescere ancor più la qualità. La cantina Produttori di San Paolo è già ad un ottimo livello, ma la ricerca e la tensione di fare sempre meglio è una prerogativa.

Dopo il giro in cantina, ci spostiamo sotto le piante difronte all’ingresso del bunker, reperto archeologico della seconda guerra mondiale, recuperato da casamatta militare a cantina di affinamento delle bottiglie di bollicine di metodo tradizionale. Respiro non solo l’aria buona di Appiano verso Caldaro, ma anche tutta la storia del vino e della vita che lega questo luogo.

Le stanzette militari di una volta, poste su due piani, non alte, a volta,  oggi sono le celle di affinamento, temperatura costante 12 mesi all’anno di 12°C e stessa umidità, regolarità naturale, nessun sbalzo, i lieviti possono lavorare 24 ore su 24.

Wolfgang inizia a stappare, mi racconta delle prime bottiglie assaggiate nel 1979, dei piccoli numeri ma che continuano a crescere, della soddisfazione per i riconoscimenti. Assaggiamo tre grandi opere d’arte differenti, non c’è neanche bisogno di dirlo, tutte prodotte con il metodo tradizionale (nessuno in Alto Adige si sognerebbe più di fare bottiglie con il metodo italiano).

Assaggio entusiasmante di una vecchia annata, che fa ricordare la storia di quel doppio-magnum voluto da alcuni amici produttori ognuno con il proprio vino base a fare la cuvée.

Da qui nasce, Praeclarus Brut, oggi, da uve Chardonnay selezionate da più vigneti, tutti su terreni profondi morenici-calcarei fra i 450 e i 550 metri di altitudine, coltivati con il minor numero di interventi e cure.

Il Brut matura dentro gli spessi muri del bunker almeno 48 mesi, migliaia di  bottiglie… che reclamano spazi per crescere.

A me è piaciuto il Praeclarus Produttori San Paolo Brut, Alto Adige Doc, senza annata, uvaggio Chardonnay in purezza.

Calice effervescente continuo di sottili bollicine formanti una ampia spessa corona. Corredo aromatico intenso e variegato di fiori gialli di campo e di cornetto al forno. In bocca suadenti toni di percocca bianca e di clementina, equilibrio armonico perfetto acido-titolo-sapidità, struttura cremoso, bel finale lungo fresco leggermente speziato .

Cantina Produttori San Paolo,
via Castel Guardia 21, loc San Paolo
39050 Appiano (BZ)

www.stpauls.wine

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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