Torino, 28 Giugno 2007 – “L’anno scorso, in occasione della prima relazione sullo stato dell’ambiente in Piemonte, la nostra agenda di lavoro era un vero e proprio elenco di cantieri
aperti. Oggi segniamo risultati che sono frutto di un lavoro serrato e attento nel campo della qualità dell’aria, in quello delle risorse idriche e in materia di energia”. Intorno a
questo concetto Nicola de Ruggiero, assessore regionale all’Ambiente, ha sviluppato il suo intervento per illustrare la “2ª
Relazione sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte”, presentata mercoledì 27 giugno a Torino, nell’ambito di due giorni di lavoro che, oltre a scattare una istantanea della situazione
ambientale regionale – “Lo stato di salute dell’ambiente è fragile” ha detto – serviranno anche per dibattere delle questioni energetiche.

Il riferimento di de Ruggiero, soprattutto sulla qualità dell’aria, è servito per rendere noti alcuni dati estremamente significativi, confrontando i primi sei mesi del 2006 e del
2007: “Nelle stazioni di rilevamento piemontesi – ha detto l’assessore – abbiamo registrato una diminuzione del 19,9 % delle giornate di superamento dei limiti di PM10 nell’aria che respiriamo
e la media è scesa del 13,6 %. Sono risultati concreti che ci incoraggiano ad andare avanti sulla strada intrapresa con i provvedimenti sulla mobilità pubblica e privata,
così come con quelli adottati per il riscaldamento ed il condizionamento delle case e dei luoghi di lavoro”.

Altri risultati sono stati raggiunti nel campo delle risorse idriche, approvando il nuovo piano regionale di tutela delle acque: “Si tratta dello strumento – ha aggiunto de Ruggiero – che ci
permette di gestire in modo sostenibile ed ecocompatibile una risorsa che non è infinita e che dobbiamo mantenere idonea per il futuro di chi verrà dopo di noi. In materia di
energia, invece, abbiamo approvato una legge regionale sul rendimento energetico in edilizia che ne rende l’uso più razionale e rispettoso dell’ecosistema e delle tasche dei cittadini,
fornendo anche gli strumenti per lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili”.

Nel suo intervento il responsabile regionale dell’Ambiente ha sottolineato che “è cambiato il clima sul clima” riferendosi al nuovo approccio che oggi hanno le persone con la situazione
ambientale e commentando anche i risultati del sondaggio della rivista Nuova Ecologia che, la scorsa settimana, ha messo al secondo posto, dopo il timore della perdita del lavoro, la paura per
l’inquinamento che riguarda il 54 % degli italiani.

Infine, dopo aver illustrato le “ferite del passato ed ancora aperte”, de Ruggiero ha ricordato quali saranno gli obiettivi da perseguire fin da subito: “Accelerarer ulteriormente sulla
mobilità sostenibile e sull’aumeno delle ZTL nelle aree urbane, l’impegno sui fitofarmaci per un’agricoltura più attenta all’ecosistema, la garanzia del deflusso minimo vitale
perché i corsi d’acqua siano allo stesso tempo risorsa e ambiente sostenibile, un forte incremento della bioedilizia, un impulso alle energie rinnovabili e coniugare economia ed ambiente
per creare un volano di sviluppo di ricerca ed occupazione”.

In apertura di giornata l’intervento di Roberto Bertollini, responsabile del Programma Ambiente e Salute dell’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è servito
per illustrare lo scenario in evoluzione: “Abbiamo nuove sfide per risolvere i problemi – ha detto Bertollini – perciò dobbiamo implementare gli impegni nazionali e internazionali,
valutare l’efficacia degli interventi e migliorare gli strumenti per la gestione del rischio, comunicare in modo efficace con la popolazione, coinvolgere in modo efficace e reale gli altri
settori, coordinare in modo efficace gli interventi dei diversi livelli decisionali”.

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